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Berlusconi contro Teheran: “Servono sanzioni forti contro l’atomica”

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Il premier Silvio Berlusconi, durante il vertice tra Italia e Israele, lancia un nuovo e forte appello affinché il mondo non resti indifferente alla minaccia che l'Iran sta portando con la possibilità di dotarsi di un'arma atomica. "Il progetto dell'Iran che potrebbe sfociare in arma nucleare - afferma il presidente del Consiglio italiano - è qualcosa che deve essere considerato con grande attenzione e io farò di tutto affinché non ci sia indifferenza e si arrivi ad azioni conseguenti per fermare questo progetto".

Berlusconi torna a ribadire così la necessità che la comunità internazionale reagisca contro l'Iran decidendo di imporre delle sanzioni forti: "Il problema della sicurezza in Israele è fondamentale. Ora ancor di più perché c'è uno Stato che prepara l'atomica, uno Stato che ha una guida che ricorda personaggi nefasti del passato". Come ricorda il quotidiano israeliano Haaretz, non è la prima volta che il Cavaliere paragona il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ad Adolf Hitler. In particolare, il giornale cita una frase del premier: "Dobbiamo vigilare, abbiamo già avuto un pazzo simile nella storia".

Tra le altre iniziative che il premier ha avanzato c'è l'ipotesi di inserire nella black list i pasdaran iraniani, con la conseguente limitazione della circolazione e della concessione di visti. Secondo Berlusconi, però, la decisione deve essere adottata a livello europeo perché "serve un'istruttoria approfondita".

Inoltre, il presidente del Consiglio ha parlato degli interessi imprenditoriali italiani in Israele e ha annunciato che il premier Netanyahu riceverà l'amministratore delegato dell'Eni per parlare di questa situazione: "L'Italia dal 2007 ha tolto ogni supporto del Governo alle esportazioni di nostre aziende in Iran, dal 2007 abbiamo cominciato a ridurre la nostra presenza che si riduce praticamente all'azienda Eni". Il presidente del Consiglio ha chiarito che l'azienda italiana "ha un contratto che deve rispettare, salvo pagare pesanti indennità ma ha già disdetto la possibilità che gli viene riconosciuta contrattualmente di sviluppare la terza fase, un'attività in un importante giacimento petrolifero". Dopo aver sottolineato che "dallo scorso anno a oggi l'interscambio si è ridotto di un terzo", ha riferito di aver affrontato il tema con Netanyahu e ha concluso: "E' un'azienda quotata in Borsa, della quale, quindi, è logico che noi ne tuteliamo gli interessi".

Durante l'incontro di oggi, il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, ha chiesto a Berlusconi di fare leva sul rapporto privilegiato che ha con la Russia - e, in particolare, con il premier Vladimir Putin - per convincerla ad aderire al fronte internazionale nel rafforzamento delle sanzioni contro l'Iran. Lieberman ha inoltre auspicato che il premier italiano riesca a fare pressioni su Mosca perché non venda a Teheran missili antiaereo S-300. "Ne ho già parlato con Putin e ho messo al corrente Netanyahu dei colloqui e delle rassicurazioni che mi ha dato", ha sottolineato Berlusconi al termine del vertice tra Italia e Israele aggiungendo che "la Russia è consapevole del pericolo che arriva dall'Iran". 

Il presidente del Consiglio italiano ha poi ribadito il suo sostegno alla pace e al popolo d'Israele spiegando che l'Italia può svolgere un ruolo importante nella risoluzione del conflitto in Medio Oriente, anche appoggiando un piano Marshall per dare alla Cisgiordania un forte "stimolo economico" perché "solo con il benessere c'è la possibilità di una pace duratura". Domani Berlusconi incontrerà i palestinesi e sarà portatore della volontà di Israele di riprendere i negoziati proponendo nuovamente Erice come sede delle trattative. "Potete contare su di noi per dare una grande spinta alla pace", ha concluso il presidente del Consiglio.

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