Berlusconi-Fini: summit dopo il gelo. Tre ore di colloquio a casa di Letta
21 Settembre 2009
di Redazione
Prima l’uno accanto all’altro, nella basilica di San Paolo ai funerali di Stato per i sei parà uccisi a Kabul; poi a pranzo nella residenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Così, dopo le tensioni dei giorni scorsi, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini provano a riannodare i fili di un dialogo interrotto repentinamente, cui sono seguiti solo gelidi botta e risposta. Il faccia a faccia, molto atteso, si è tenuto a Roma nell’elegante quartiere di via della Camilluccia. Due ore e mezzo di confronto che – è facile immaginare – avrà toccato i punti caldi sui quali tra i due si erano consumate frizioni: dalla gestione del Pdl alla partita per le regionali.
Il primo a lasciare l’abitazione di Letta è stato Fini che non ha rilasciato dichiarazioni. Di lì a poco anche il premier e Letta sono usciti, anche loro senza trattenersi con i cronisti che chiedevano lumi sull’incontro. Tuttavia il gesto del pollice girato in alto, compiuto da Berlusconi quasi a rispondere alla domanda è stato letto da molti come il segnale di un disgelo tra Palazzo Chigi e Montecitorio e la riprova che il faccia a faccia non ha avuto esito negativo.
