Berlusconi: “In tv, giornali e politica ci sono troppi farabutti”

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Berlusconi: “In tv, giornali e politica ci sono troppi farabutti”

16 Settembre 2009

Con Gianfranco Fini si tratta di "fraintendimenti superabili" e comunque mai e poi mai gli italiani saranno chiamati a elezioni anticipate, anche perchè Umberto Bossi è un alleato "affidabilissimo". Il problema semmai sono stampa e opposizione: "In tv, giornali e politica ci sono troppi farabutti".

Silvio Berlusconi, dal salotto di ‘Porta a Porta’, punta a rimettere ordine nell’agenda politica e di governo. Il terremoto e l’Abruzzo aprono e chiudono la trasmissione, ma in mezzo c’è il tempo per un nuovo affondo contro il centrosinistra e i media (le accuse di conflitto di interessi sono "delinquenziali"); e per un botta e risposta in diretta con Pier Ferdinando Casini. I centristi dell’Udc praticano "la politica dei due forni" e tengono, dice il premier, alle clientele. Parole che arrivano velocemente alle orecchie di Casini (che pure conferma di aver visto in tv Marsiglia-Milan). Il leader centrista alza il telefono e irrompe nel salotto bianco di Raiuno: "Vuol dire che non faremo alleanze con il Pdl alle regionali, lui non avrà difficoltà…". "Auguri", contro-replica a denti stretti il Cavaliere. "Bene, buon lavoro a lei", chiosa Casini.

Partendo da un servizio confezionato sulle tensioni nel Pdl, il primo nodo che viene affrontato è quello dei rapporti con Fini: "Io non ho problemi riguardo al funzionamento del Pdl. È una situazione che è stata evocata dal presidente della Camera. Ci sono – è la spiegazione – due concezioni diverse in campo". Facile immaginare in cosa consistono: da una parte, c’è il presidente della Camera che è "un professionista della politica" e per il quale "i partiti devono avere funzioni più allargate"; dall’altra, Berlusconi. Forza Italia, dice, è nata come "movimento", capace di organizzarsi "per affrontare i momenti elettorali". Differenze scritte nella storia quindi ma, assicura il premier, si possono riassorbire. La vita di partito sarà cadenzata così come da programma, dice, e soprattutto chi teme lo strapotere della Lega potrà contare su una nuova struttura di bilanciamento: una sorta di ‘caminetto’ al quale parteciperanno i coordinatori del Pdl, i capigruppo parlamentari, il presidente del partito e quello della Camera.

Il premier è certo di non peccare di decisionismo, ma solo di avere il merito di "governare realizzando gli impegni presi con gli elettori". Impegni che è determinato a portare a termine: "Mai ho pensato che con la grande maggioranza che abbiamo e i compiti che ci attendono – scandisce – fosse un bene per l’Italia andare alle elezioni. Porterò avanti il mio mandato fino alla fine". Missione che non sarà messa a repentaglio neanche dalla Lega, che torna ad evocare la secessione: "Bisogna interpretare ciò che dice Bossi, lui accarezza la sua gente, ha una acutezza politica rara e buon senso, ed è buono".

Nella diretta non si è parlato solo degli equilibri interni alla maggioranza ma è stata l’occasione per toccare tutti i temi di attualità, dai rapporti con le opposizioni a quelli con il mondo dell’informazione. Il Pd per Berlusconi resta abitato da "vecchi gufi, vecchi comunisti che usano metodi stalinisti". E così le loro critiche, a partire dal refrain che lo vuole al centro di un conflitto di interessi inusuale nei Paesi occidentali a causa della proprietà di Mediaset, "sono accuse infondate e comiche, atteggiamenti delinquenziali". Giudizio negativo che si allarga anche ai media: "La manifestazione per la libertà di stampa che la sinistra promuove è veramente il contrario della realtà: siamo circondati nella stampa, nella tv (anche in Rai, che "attacca solo la maggioranza di governo"), nella politica – conclude il premier – da troppi farabutti".