Berlusconi: la Lega non comanderà

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Berlusconi: la Lega non comanderà

16 Aprile 2008

Squadra di governo pronta in settimana, conferma dell’impegno ad abolire l’Ici e a introdurre il bonus bebè al primo consiglio dei ministri, garanzia che la Lega “non comanderà”.

La terza ‘prima’ giornata di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio in pectore è cominciata esattamente come era finita la campagna elettorale: con interventi a raffica a radio e tv.

Il Cavaliere ribadisce che la presidenza di entrambe le camere andrà al Pdl, racconta delle telefonate avute con i leader mondiali, Bush e Sarkozy in testa, ribadisce l’impegno a tenere il primo consiglio dei ministri a Napoli per risolvere il problema dei rifiuti. Ma soprattutto ci tiene a dimostrare di aver conquistato una maggioranza coesa. Per questo annuncia che la squadra dei ministri sarà pronta già in settimana. D’altra parte ne ha già parlato ad Arcore con Bossi e ieri pomeriggio a palazzo Grazioli con Gianfranco Fini. Le ultime limature saranno messe a punto in un vertice di maggioranza, il primo della terza ‘era Berlusconi’, che si terrà nella sua residenza romana e rivedrà tutti assieme il Cavaliere, il leader di An e quello del Carroccio.

Già, il Carroccio. Berlusconi è ben consapevole della forza dell’affermazione che il partito di Bossi ha conquistato al Nord, ma il messaggio che vuole mandare è chiaro: sarà leale, non comanderà.

Il leader del Pdl lo ribadisce, con nettezza, rispondendo alle domande dei giornalisti durante una conferenza stampa all’Auditorium della Tecnica. “La Lega – dice – non ha mai comandato in cinque anni di governo. Anzi, si sono sempre dimostrati leali e ragionevoli al tavolo del governo”.

Il Cavaliere ha anche voglia di rispondere alle parole di Walter Veltroni. Non più di tanto, in realtà, al leader Pd che lo accusa di un “brutto inizio” per aver affermato che la presidenza delle due Camere andrà al Pdl. Prima si trincera dietro un ‘no comment’, poi aggiunge: “è il solito teatrino della politica”. Berlusconi parla anche dei grandi sconfitti di queste elezioni: gli esponenti della Sinistra Arcobaleno. Promette che inviterà a cena Fausto Bertinotti, spiega di non essere preoccupato di un ‘rigurgito’ terrorista ora che manca una rappresentanza parlamentare, e poi aggiunge: “La sinistra in Parlamento c’è, ed è il Pd”.