Berlusconi. La procura di Roma sequestra le foto fatte a Villa Certosa

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Berlusconi. La procura di Roma sequestra le foto fatte a Villa Certosa

30 Maggio 2009

Stop alla pubblicazione di una serie di fotografie scattate all’interno di Villa Certosa, residenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, relative alla visita del premier ceco Topolanek, avvenuta nel maggio 2008, e alle vacanze natalizie 2008-2009. A chiederlo è stato lo stesso premier in un esposto al Garante della Privacy, pubblicato dal Corriere della Sera.

La procura di Roma ha disposto oggi il sequestro di centinaia di foto scattate lo scorso Capodanno a Villa Certosa, in Sardegna, durante la festa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla quale avrebbero partecipato decine di ragazze tra cui Noemi Letizia. Il sequestro, che sarebbe eseguito in queste ore, è stato ordinato dal procuratore Giovanni Ferrara e dal pm Simona Maisto che hanno iscritto sul registro indagato per violazione della privacy e tentata truffa il fotografo Antonello Zappadu, autore delle foto e di un altro servizio relativo anche alla festa di Capodanno del 2008.

Secondo quanto si è appreso a denunciare Zappadu è stato l’avvocato del premier Nicolò Ghedini che ha commentato la notizia dicendo che "è una csa molto giusta". All’attenzione dei magistrati c’è in particolare una mail nella quale Zappadu, proponendo l’acquisto delle foto a Panorama per oltre un milione di euro, avrebbe spiegato al settimanale che c’era un’altra proposta di acquistare il fotoservizio da parte del settimanale Gente, circostanza falsa secondo i primi accertamenti e da qui l’accusa di tentata truffa. Le foto sarebbero stati scattate da una terrazza e non autorizzate secondo la procura di Roma.

Nel documento il Cavaliere racconta che gli scatti sono stati offerti dal fotografo Antonello Zappadu al settimanale Panorama e ritenute dal giornale "non rilevanti". Berlusconi denuncia "il comportamento antigiuridico dello Zappadu che non solo ha commesso pacificamente il reato di cui all’615 bis c.p. ma altresì ha tentato di procurarsi un ingiusto profitto prospettando l’indebita pubblicazione di materiale fotografico che avrebbe potuto provocare un evidente danno d’immagine ove maliziosamente prospettato, senza le facili spiegazioni che soltanto i diretti interessati avrebbero potuto fornire".

Tra le altre cose si legge anche che "si osserva infatti, per completezza d’informazione, ancorché superflua rispetto alla commissione del reato, che un consistente gruppo di fotografie, pur essendovi i volti oscurati, verosimilmente ritrae nel maggio del 2008 l’allora primo ministro della Repubblica Ceca Topolanek, la sua famiglia, altro ministro del Governo ceco, il loro seguito, oltre a una serie di soggetti che erano stati ufficialmente convocati per le serate d’intrattenimento offerte a Topolanek. Si ricordi infatti che il Primo ministro ceco era stato ospite in Villa Certosa in quel periodo per circa una settimana".

"L’altro gruppo di fotografie – scrive ancora il premier – verosimilmente ritrae alcuni ospiti in Villa Certosa durante le vacanze natalizie 2008-09. Come è facile osservare dalle fotografie, si tratta di soggetti ripresi in momenti di assoluta intimità del tutto leciti e senza alcun particolare rilievo o connotazione, addirittura mentre si trovavano all’interno delle abitazioni poste a loro disposizione e ritratte mediante potenti ed intrusivi mezzi di riproduzione delle immagini". "Appare evidente da quanto esposto che sono stati posti in essere comportamenti penalmente rilevanti. Chiedo pertanto che il Garante – conclude Berlusconi – voglia adottare tutti i provvedimenti che riterrà opportuni ed in particolare l’inibizione di qualsivoglia utilizzo e o pubblicazione del materiale fotografico sopra indicato".

Non poteva mancare la replica del fotografo che nega la vicenda: "Poiché il sottoscritto non ha ricevuto e visionato le fotografie alle quali il dottor Berlusconi può fare riferimento, che possono anche essere estranee a quelle nella mia disponibilità, si contestano – afferma Zappadu – tutte le valutazioni espresse nella segnalazione rispetto alle immagini che sono nella disponibilità del sottoscritto".

"Allo stesso modo – continua il fotografo – il sottoscritto si riserva ogni valutazione sulla paternità, luogo, tempo, tecniche e modalità di acquisizione delle immagini conosciute dall’on. Berlusconi una volta avuta contezza delle medesime immagini. Si contesta, pertanto, la valutazione di illegittimità e illiceità penale del comportamento del sottoscritto, il quale si riserva di tutelare i propri diritti nell’ipotesi che le affermazioni contenute nella segnalazione integrino fattispecie di calunnia o diffamazione, ovvero altra ipotesi penale".