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Berlusconi: “Lo spread è un imbroglio. Cosa ce ne importa?”

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"Lo spread è un imbroglio e un'invenzione con cui si è cercato di abbattere una maggioranza votata dagli italiani e che governava il paese. Prima non ne avevamo mai sentito parlare, se ne parla solo da un anno, e cosa ce ne importa?". Lo ha dichiarato questa mattina Silvio Berlusconi, ospite de La Telefonata su Canale 5 di Maurizio Belpietro.

Oltre all'eterna questione dello spread, Berlusconi ha voluto trattare molti altri temi: dalla Lombardia, alla legge elettorale, fino a quanto attuato quest'anno da Monti: "Purtroppo il governo ha portato una situazione di crisi, molto peggiore di quando c'eravamo. I nostri ultimi mesi avevano un pil positivo, con questo governo è diminuito, tutti gli indicatori sono peggiori di quando c'eravamo noi. La situazione è peggiore", le parole del Cav.

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2 COMMENTS

  1. In effetti, che senso ha?
    Che senso ha lo “spread”? A quel che riesco a capire – non sono un economista, quindi esamino il problema solo con il buon senso – è una conseguenza del debito pubblico. La cosa incomprensibile è perché uno stato, che incassa già troppi soldi attraverso un prelievo fiscale semplicemente vessatorio, ne debba poi chiedere altri in prestito ai già “tar-tassati” contribuenti, offrendo interessi “da usura”, se no nessuno glieli presterebbe. Insomma, siamo alle solite: questo “spread” non è altro che l’ennesima conseguenza della solita spesa pubblica incontrollata. Perché non si interviene alla radice, mandando a casa tutti gli scaldaseggiole inefficienti, assunti solo perché raccomandati da qualche onorevole? O, peggio, in certe regioni, da qualche “boss”? A proposito dei BOT: so, da amici lombardi, che, nella loro lingua, “i bott” sono le botte, le percosse, in qualche caso perfino le bastonate. Che sia quella la vera etimologia, e non “Buoni Ordinari del Tesoro”?

  2. lo spread
    Credo anche io che si tratti di un imbroglio e nulla più. E credo altresì che tale panzana, subito elevata a vessillifero anti-cav, sia da ricercare piuttosto in ciò che avvenne nel maggio del 2011. In tale mese difatti la Deutsche Bank immette sul mercato circa 8 miliardi di nostri titoli dei 9 di cui disponeva, seguita a ruota ovviamente da altri detentori (banche) di titoli italiani, i quali a loro volta immettono sempre sul mercato una massiccia quantità di detti titoli. Il risultato immediato fu che con tale insana mossa, i titoli che l’Italia si apprestava ad emettere per il proprio fabbisogno, divennero inappetibili per timori evidenti, e furono forzatamente collocati a tassi da capogiro, come lo furono i titoli argentini negli anni novanta, con una fine che tutti conosciamo. La crescente presunta semi-tossicità dei nostri titoli in emissione ha dato l’avvio ad una speculazione senza pari e l’impossibilità di battere moneta per difendersi, ha fatto il resto. Ed è chiaro che i Bund tedeschi, godendo di ottima salute e collocabili pertanto a tassi di interesse decisamente inferiori ai nostri, hanno dato l’avvio ad una non meritata impennata dello spread. Va anche aggiunto comunque che la nostra impossibilità a battere moneta è stata aggirata e riproposta in altri termini per cui, il vero artefice dell’abbattimento dello spread è Mario Draghi e non certo Monti con le sue cure salvifiche. Sarebbe molto interessante andare a vedere le motivazioni per cui la Merkel decise una tale insensata (obbligata?) mossa nei confronti di un paese… membro e riducendoci, senza se e senza ma, nelle condizioni economiche con le quali dovremmo convivere a lungo. Viva l’Europa!

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