Berlusconi: “Siamo il partito degli italiani che vogliono essere liberi”

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Berlusconi: “Siamo il partito degli italiani che vogliono essere liberi”

27 Marzo 2009

Il discorso di Silvio Berlusconi al Primo Congresso del Pdl è stato una sintesi del pensiero che contraddistingue il più forte partito italiano. In quasi un’ora e mezzo, il premier ha ripercorso la storia delle diverse anime del centro-destra italiano, ha ringraziato gli alleati di sempre – da Bossi a Fini – ha attaccato la concezione dello stato della sinistra italiana ma anche detto di sperare che il Pd, un giorno, possa trasformarsi in una vera forza socialdemocratica. 

E’ stato un discorso sulla identità italiana. Le parole chiave sono state "libertà" e "popolo". "Chi crede nella libertà non è mai solo", ha detto il premier, ricordando che i sondaggi danno il Pdl al 43,3 per cento e che l’obiettivo è arrivare al 51 per cento. Coinvolgendo gli italiani che lavorano, tutti coloro che "tenaci e umili, forti e di buon senso" credono nel futuro. Il popolo è quello dei gazebo da cui è nato tutto: "dovevamo essere un popolo ancora prima che un partito, dovevamo essere il popolo delle libertà". Le tre giornate alla Fiera di Roma sembrano mostrare che quella intuizione si è rivelata giusta.

Ed è stato un discorso che ha ripercorso la storia italiana di questo ventennio, la fine della partitocrazia, il pericoloso sconfinamento della magistratura nella vita politica, l’argine rappresentato da Forza Italia, la destra che dopo la svolta di Fiuggi diventa forza di governo. Un discorso sul ruolo dell’Italia nello scenario internazionale, a fianco degli Usa e convinta dell’idea di Europa, perché "Europa e Usa sono legati da un solo destino: una ha bisogno dell’altro". "L’Occidente – ha detto il premier – è uno ed uno solo".