Berlusconi: ” Sono l’unico che si è dato da fare”

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Berlusconi: ” Sono l’unico che si è dato da fare”

16 Novembre 2007

Il leader dell’opposizione,
Silvio Berlusconi, rispondendo alla lettera scritta da Fini sul Corriere della Sera ha dichiarato di essere stato “l’unico a spendersi per la causa degli italiani”.

“Se ci sono delle nuove idee- ha continuato Berlusconi- che finora non ci sono state… Io mi sono impegnato facendo quello che creo fosse il mio dovere e interpretando il sentimento della grandissima parte degli italiani per cercare di venir meno, di far implodere, questa maggioranza e credo di esserci riuscito”.

“Se ci sono altre idee- ha continuato il Cavaliere- e possibilità ben vengano. Finora mi sembra di poter dire che l’unico che si è dato da fare, che si è mobilitato nella direzione voluta dagli italiani, sia stata proprio io”.

Inoltre, parlando a “Panorama del Giorno”, circa le prospettive del centrodestra
in seguito al voto della finanziaria di ieri, il Cavaliere ha dichiarato che “l’unità della Cdl è necessaria”.

“Direi che non deve cambiare niente. L’unità del
centrodestra è necessaria e credo che tutte le forze politiche del centrodestra
ne siano consapevoli”.

Per Berlusconi più che
un altro percorso c’è “un percorso di un programma alternativo a questa
sinistra che non riesce a mettersi d’accordo su niente per le insanabili
contraddizioni che esistono al suo interno”.

“Per il centrodestra, se non
vogliamo che Prodi abbia gli anni contati, è davvero doveroso riflettere e
cambiare strategia”, scrive Fini sulla prima pagina del Corriere della sera.

 “Al centrodestra serve una strategia semplice e chiara che parta da un dato politico tanto ovvio quanto fin qui
pervicacemente negato da Berlusconi. Il governo cadrà un secondo dopo che si avrà
la certezza che dopo Prodi non si torna subito alle urne con l’attuale legge
elettorale”, spiega il leader di An.

“L’attesa dell’implosione della maggioranza rischia
di essere l’attesa di Godot se il centrodestra non contribuisce alla sollecita
rimozione del macigno che sbarra la strada alle nuove elezioni: l’attuale legge
elettorale”.

Sulla legge elettorale, precisa poi il leader
della Cdl, ”abbiamo una
posizione che manteniamo ferma”. Nessuna apertura dunque a eventuali
modifiche.

“Questa legge
elettorale deve essere cambiata solo per quanto riguarda l’attribuzione del
premio di maggioranza da regionale a nazionale – ha detto il Cavaliere – Ha
funzionato bene alla Camera, dove c’è stata l’attribuzione del premio di
maggioranza. Si lamentano che non abbia funzionato al Senato ma si dimenticano,
i signori della sinistra, che noi al Senato abbiamo vinto con 250mila voti di
più e loro riescono ad avere la maggioranza al Senato soltanto appoggiandosi
sui voti dei senatori a vita”.