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Bielorussia. Chiusi i seggi: Lukashenko all’89% ma la piazza si ribella

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In Bielorussia si sono appena chiusi i seggi delle presidenziali. Secondo i primi dati, riferiti dalle agenzie russe, Lukashenko avrebbe vinto con l'89,1% delle preferenze in una tornata elettorale il cui risultato era scontato e che ha visto recarsi alle urne 7 milioni di persone con un affluenza quindi dell'80%.

In piazza intanto sono scoppiati i primi scontri: la polizia è intervenuta per disperdere un corteo dell'opposizione che stava cercando di raggiungere la piazza centrale di Minsk per l'annunciata manifestazione. Primi scontri in cui è rimasto ferito uno dei candidati oppositori di Lukashenko, il poeta Vladimir Nekliaev, che - secondo le prime informazioni - sarebbe stato portato in ospedale.

Nei pressi della piazza centrale della capitale bielorussa i manifestanti sventolano bandiere rosso-bianche, quelle dell'Ue, e brandiscono manifesti che chiedono "Nuove elezioni senza Lukashenko", anche alla luce delle dichiarazioni di alcuni membri dell'opposizione, compresi alcuni candidati, secondo cui la tornata elettorale è stata falsificata, e Lukashenko non avrebbe ottenuto il 50% dei voti necessari ad ottenere la vittoria al primo turno.

"Non vogliamo il secondo turno ma nuove elezioni presidenziali e parlamentari secondo per gli standard Osce", ha sottolineto il leader del partito Unione Civile, Anatoly Lebedko.

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