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Bielorussia. Oggi al voto: Lukashenko verso il 4° mandato

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Elezioni presidenziali oggi in Bielorussia dove nove candidati si contrappongono ad Aleksandr Lukashenko, che guida del Paese ininterrottamente dal 1994, e, secondo ogni previsione, otterrà il suo quarto mandato.

Il presidente, definito "l'ultimo dittatore d'Europa" da George Bush, ha già dichiarato che sbaraglierà gli avversari senza nessuna intromissione nel processo elettorale. Ma l'opposizione ha denunciato un'ondata di arresti di dissidenti alla vigilia delle elezioni sia a Minsk che in altre città del paese. Per poter protrarre la sua permanenza al potere Lukashenko ha ottenuto nel 2004, con un referendum, una riforma costituzionale per abolire il tetto massimo di due mandati presidenziali.

Tra i candidati dell'opposizione spiccano i nomi del poeta dissidente Vladimir Neklaev, uno dei maggiori critici del regime, quello dell'ex viceministro degli esteri, Andrei Sannikov, del nazionalista Grigori Kostusev e dell'esponente del Partito civile unito, Jaroslav Romanchuk. Tra gli arrestati vi è anche il collaboratore della campagna di uno dei candidati, Yuriy Klimovich, che denuncia una campagna intimidatoria.

La polizia di Minsk, intanto, ha già annunciato che non autorizzerà le dimostrazioni già convocate dall'opposizione per questo pomeriggio ed ha annunciato che le disperderà con la forza. L'opposizione, comunque, ha confermato che questa sera scenderà in piazza per protestare contro quella che si prospetta come la vittoria annunciatd di Lukashenko tramite brogli elettorali.

Intanto, l'ultimo dei cables resi noti da Wikileaks, definisce Lukashenko "un presidente disturbato e bizzarro, deciso a restare al potere per un tempo indefinito", così come descritto dall'ambasciatore Usa in Bielorussia George Krol, in un dispaccio del 2006. Il cable fa riferimento alla conferenza stampa del marzo nella quale Lukashenko, "un leader molto lontano dalla gente". "Ha accettato di farsi intervistare in diretta tv dai giornalisti stranieri - scrive il diplomatico americano -: le sue risposte a domande talvolta spigolose hanno dato luogo alle risposte bizzarre di un Lukashenko chiaramente disturbato".

Nel corso della conferenza stampa, il presidente Bielorusso criticò gli Stati Uniti, che non intendevano accettare i risultati elettorali, e genericamente l'Occidente di aver "ucciso" Slobodan Milosevic e di aver "ingiustamente" rimosso Saddam Hussein dal potere. "Uno dei momenti più irritanti - scrive Krol - si è verificato quando Lukashenko ha detto a una giornalista che il suo terzo mandato non sarebbe stato l'ultimo. Ciò chiaramente dimostra che vuole rimanere al potere per tempo indefinito e non vede ragioni per cambiare strategia".

Le elezioni del 2006 determinarono forti contrasti tra Minsk, Stati Uniti e Ue. A maggio, l'Ue decise di congelare i beni finanziari ed economici del presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko e di altri 35 esponenti del regime bielorusso, dopo aver ritirato i visti e imposto limitazioni all'entrata nel territorio dell'Ue. Misure rinnovate anche nel 2010. Da un altro cable, datato giugno 2006, che fa un elenco degli oligarchi più ricchi, si stima che il patrimonio personale di Lukashenko ammonti a 9 miliardi di dollari.

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