Birmania: Cina contraria a nuove pressioni su giunta

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Birmania: Cina contraria a nuove pressioni su giunta

25 Ottobre 2007

L’inviato speciale dell’Onu, Ibrahim
Gambari, ha concluso oggi i colloqui in Cina, ma non ci sono indicazioni che
Pechino si sia convinta ad esercitare ulteriori pressioni sulla giunta del
paese asiatico.

Gambari sta cercando di convincere gli
stati confinanti – soprattutto India e Cina – ad adottare una linea più dura
verso il governo militare del Myanmar, che ha schiacciato le proteste per la
democrazia guidate dal clero buddhista.

All’inizio del mese, il presidente Usa
George W. Bush ha anche spinto Pechino e Nuova Delhi a fare maggiori pressioni
e seguire Washington sulla strada delle sanzioni.

Ma la Cina è molto cauta nel ricorso alle
sanzioni contro qualsiasi paese ed ha forti interessi economici e strategici in
Birmania, come ne ha l’India. Dopo gli incontri con Gambari, i diplomatici
cinesi non hanno dato alcun segnale di volere aumentare la pressione, ripetendo
invece che il dialogo e non l’embargo è l’approccio migliore.

“La questione del Myanmar, dopotutto,
deve essere risolta nel modo appropriato dal popolo e dal governo in uno sforzo
di dialogo e conciliazione”, ha detto oggi il consigliere di stato Tang
Jiaxuan a Gambari.

“La comunità internazionale dovrebbe
dare un aiuto costruttivo e non fissarsi con l’imporre sanzioni”, ha detto
Tang in alcune osservazioni pubblicate nel sito Internet del ministero degli
Esteri cinese (www.fmprc.gov.cn).