Bocchino con l’orecchino?
15 Aprile 2010
di Redazione
Prima a Klauscondicio, poi di corsa da Alfonso Signorini Show, passando un attimo per il suo blog, per poi approdare dritto a Otto e mezzo su La 7. Lilly Gruber deve essere rimasta particolarmente colpita dal pensiero di Italo Bocchino al punto da dedicarci la sua tramissione con tanto di titolo: “A Palazzo Chigi è meglio un gay o un leghista?”.
Ormai da giorni il vicepresidente vicario dei deputati Pdl, nonché fedelissimo del presidente della Camera, va ripetendo il concetto, aizzando l’ira funesta del Carroccio ma pure quella di tanti finiani doc, come lui. Ad esempio Amedeo Laboccetta che bolla le esternazioni del suo collega di partito e di “corrente” con un drastico “esternazioni discutibili che non aiutano leadership autorevoli come quelle del presidente della Camera”. Ma l’impavido Bocchino non se ne cura e tira dritto per la sua strada.
Dice sì all’ipotesi di un premier gay, ma non a quella di un primo ministro leghista. Il succo del discorso è questo. E anche ieri nel salotto radiofonico di Alfonso Signorini lo ha ribadito: “Non ho mai detto meglio gay che leghisti. Dico solo che non possiamo avere un premier leghista perché rappresenterebbe solo una parte del Paese. In ogni caso, sono contrario a ogni forma di discriminazione per orientamento sessuale: ci può essere un premier gay. In passato, abbiamo già avuto un premier omosessuale mai dichiarato”.
Ora ci aspettiamo che per fare l’en plein, Bocchino si faccia intervistare anche da Alessandro Cecchi Paone, Fabio Canino, Platinette e Vladimir Luxuria che saranno tutti ben lieti di ascoltare le sue tesi su discriminazioni sessuali versus discriminazioni territoriali.
Bocchino è un politico ambizioso e preparato e come chiunque in politica aspira alle massime poltrone: se non c’è ambizione di governo non c’è politica. Non vorremo però che la rincorsa verso rapide carriere lo inducesse in qualche strana tentazione. Vi ricordate Dustin Hoffman nel film Tootsie? Quando da aspirante attore disoccupato, in mancanza di ruoli maschili si trovò ad avere uno strepitoso successo nei panni di una donna? Maschietti in corsa per palazzo Chigi ce n’è a bizzeffe, qualcuno certamente pure leghista, donne forse qualcuna, gay per ora nessuno. La strada per chi volesse cambiare sponda è spianata, ma ce lo vedete Bocchino con l’orecchino?
