Home News Borse europee giù con l’export tedesco. Milano ancora debole a -1,4%

Tutte le News

Borse europee giù con l’export tedesco. Milano ancora debole a -1,4%

0
41

A causa della scarsa tenuta del presso del petrolio, gli ordini di fabbrica in calo in Germania, e dello scivolone di Tokyo   i mercati azionari europei sono partiti tutti in evidente calo.

Il listino peggiore è quello di Francoforte, che cede l'1,9%, seguito da Parigi e Francoforte. Ancora debole anche Milano (-1,4%) con gli industriali in netto calo (Fca -3%) e vendite sui bancari (Mps e Intesa -2%). Prova a tenere Londra, che cede lo 0,8%. 

 

Il dato importante è che continuano a calare gli ordinativi all'industria della Germania, che confermano la fase negativa avviata dalla fine del 2015, a causa della crisi globale e della frenata dell'export. Il dato di febbraio ha registrato un calo del ben 1,2% dopo il +0,5% di gennaio. Il dato è peggiore delle stime degli analisti che avevano previsto un incremento dello 0,2%. Gli ordini dall'estero sono crollati del 2,7%, mentre quelli domestici sono aumentati dello 0,9%, confermando un sostegno solo dalla domanda interna. Gli ordinativi da parte dei Paesi dell'Eurozona sono caduti del 3,7%, mentre quelli dagli altri Paesi sono saliti del 2,1%. 

 

Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario, ha sollecitato le autorità di politica economica:

«Siano in stato di allerta, non di allarme. La crescita ha perso spinta.  La ripresa che resta «troppo lenta, troppo fragile».  Ha osservato, inoltre, che “non siamo in crisi”, ma che sono cresciuti i rischi a causa di una serie di problematiche come dell'eredità le vulnerabilità nei Paesi emergenti, il rallentamento del commercio globale, o l'aumento della volatilità dei mercati e dei rischi per la stabilità finanziaria.

A questi si sommano rischi geopolitici, come il terrorismo, le epidemie, i rifugiati. Si tratta dei temi che i 185 Paesi membri dell'Fmi dovranno affrontare la prossima settimana alle riunioni di primavera a Washington. In quella occasione, il Fondo monetario ridurrà con ogni probabilità le sue previsioni sulla crescita mondiale. Il passaggio del testimone della crescita fra i Paesi emergenti e i Paesi avanzati non è avvenuto. 

 

Il direttore del Fondo monetario sollecita così un'azione su tre fronti: alla politica monetaria, la quale ha sostenuto finora quasi da sola l'azione di stimolo devono aggiungersi la politica di bilancio e le riforme strutturali.  

Per cui tutti i paesi devono anche prepararsi all'eventualità che i rischi al ribasso si materializzino. E ancora una volta, il direttore del Fondo ha sollecitato maggiore cooperazione e sopratutto ha insistito che va evitato a ogni costo il ricorso al protezionismo.  

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here