Brasile. Disastro aereo Airbus 330, a bordo presunti terroristi

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Brasile. Disastro aereo Airbus 330, a bordo presunti terroristi

10 Giugno 2009

Ci sono ancora corpi ritrovati e ancora troppe ipotesi sulle ragioni dell’incidente aereo del volo 447 dell’Air France avvenuto il primo giugno al largo delle coste brasiliane.

Sono in tutto 41 i corpi recuperati finora dalle acque dell’Atlantico che si presume siano le vittime della sciagura. A bordo del volo Rio de Janeiro-Parigi precipitato, nell’oceano Atlantico a circa 1300 chilometri a nord est della costa brasiliana, si trovavano 228 persone, fra cui 10 italiani.

Le ricerche della marina militare brasiliana si estenderanno oggi all’area dell’arcipelago di Saint Paul e Saint Peter Rocks, dove le correnti marine potrebbero aver trascinato alcuni corpi. La zona si trova sotto la giurisdizione del Senegal, che ha dato il permesso alle ricerche. Nelle operazioni di recupero dei corpi e di pezzi dell’aereo sono impegnati aerei e navi brasiliani e francesi. Per oggi è atteso l’arrivo nell’area del disastro di due unità della marina francese, il sottomarino Emeraude a propulsione nucleare e la nave anfibia Mistral, che cercheranno di recuperare la scatola nera dell’Airbus a 3.500 metri di profondità. I pezzi dell’aereo ritrovati vengono consegnati alle autorità francesi per l’indagine sulle cause del disastro.

I corpi vengono prima portati sull’isola brasiliana di Fernando de Noronha, poi a Recife. L’Interpol coordina lo sforzo per l’identificazione delle vittime, appartenenti a 32 nazionalità diverse, raccogliendo elementi come il Dna dei parenti, dati su impronte digitali, tatuaggi, radiografie dentarie e operazioni chirurgiche subite.

Nel frattempo, la compagnia aerea Air France ha sostituito due delle tre sonde "pitot" su tutti gli Airbus A330-A340 e sostituirà la terza entro dieci giorni. Lo scrive oggi il sito del settimanale economico francese La Tribune. Le sonde servono a calcolare la velocità degli aerei e il loro eventuale malfunzionamento potrebbe essere collegato al disastro aereo del primo giugno, quando un’airbus dell’Air France è precipitato nell’oceano Atlantico con 228 persone a bordo, fra cui dieci italiani. Le cause del disastro non sono state ancora chiarite, ma l’inchiesta ha segnalato delle "incoerenze" nella velocità registrata subito prima dell’incidente. Lunedì sera il piccolo sindacato dei piloti Alter aveva invitato gli iscritti a non salire a bordo di aerei ai quali non fossero state sostituite almeno due sonde pitot.

Continuano ad aumentare poi le ipotesi sulle ragioni che possano aver provocato l’incidente aereo. Secondo Humberto Barbosa, coordinatore della stazione di osservazione satellitare dell’università dell’Arizona, l’Airbus dell’Air France precipitato nove giorni fa nell’Atlantico si sarebbe letteralmente congelato in volo dopo aver incrociato una tempesta ad altissima quota all’interno della quale la temperatura era di 83 gradi sotto zero. Lo studioso sarebbe giunto a questa ipotesi dopo aver analizzato i dati trasmessi dal satellite Eumetsat-9 dell’organizzazione europea di monitoraggio dei satelliti meteorologici.

L’affermazione smentirebbe quanto dichiarato da esperti francesi secondo i quali il volo 447 non aveva incontrato condizioni meteorologiche difficili. "Dalle mappe dettagliate ottenute dai rilevamenti del satellite, esattamente 14 minuti prima di lanciare il suo ultimo messaggio l’Airbus si è trovato nel mezzo di nubi agglomerate all’interno delle quali la temperatura rilevata dal satellite era di -83 gradi centigradi – ha spiegato Barbosa, in un’intervista riportata dal sito del maggior quotidiano brasiliano, la Folha de S.Paulo -. Alcuni di questi agglomerati si possono essere intensificati durante il passaggio dell’aereo. L’Airbus può essersi trovato in condizioni meteorologiche senza precedenti". L’esperto ritiene che "temperature del genere possono aver ridotto significativamente la velocità dell’aereo, il pilota automatico può aver cercato di correggere il problema sulla base dei sensori, che però probabilmente sono andati in tilt o si sono congelati anch’essi".

Nonostante finora venga ritenuta poco probabile dagli inquirenti, l’ipotesi attentato non è ancora stata scartata. Media francesi, citando i servizi segreti di Parigi, hanno segnalato che sarebbero saliti sull’aereo anche due individui quantomeno omonimi di esponenti legati al terrorismo islamico. Sulla base di questa segnalazione, la polizia federale brasiliana sta esaminando i video di sicurezza dell’imbarco sull’Airbus all’aeroporto internazionale di Rio de Janeiro il 31 maggio.

Da segnalare anche un incidente avvenuto questa mattina su un Airbus spagnolo. Momenti di paura si sono poi vissuti su un Airbus A320 della compagnia spagnola Iberworld che è stato costretto ad un atterraggio d’emergenza oggi dieci minuti dopo il decollo da Las Palmas, capitale dell’isola spagnola di Gran Canaria. A bordo dell’aereo, diretto a Oslo, si erano imbarcate 180 persone. L’aereo è sceso nuovamente sulla pista dieci minuti dopo essersi alzato in volo a causa di un problema ad uno dei motori.

Diversi passeggeri citati dai media norvegesi hanno riferito di un reattore in fiamme e piccole detonazioni. "È stato molto spaventoso. C’erano delle fiamme che uscivano dal motore", ha detto uno dei passeggeri al sito del giornale norvegese Verdens Gang (VG).