Brindisi. Sospesi 8 dipendenti della Asl per assenteismo
09 Dicembre 2010
di Redazione
Nel prosieguo di una indagine che aveva già portato a 24 arresti, i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni Sanitarie di Taranto hanno eseguito otto misure di interdizione nei confronti di altrettanti dipendenti del distretto socio-sanitario di via Dalmazia a Brindisi. È emerso che si facevano timbrare da persone compiacenti il badge marcatempo che attesta l’arrivo in servizio, allontanandosi successivamente dal luogo di lavoro per fare shopping, per accompagnare i figli a scuola o per tornare semplicemente a casa ed in alcuni casi per svolgere attività sanitaria privata, causando fra l’altro ai pazienti inaccettabili tempi di attesa per gli esami diagnostici nella Asl.
I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del Tribunale di Brindisi Eva Toscani a seguito degli interrogatori di garanzia, e su richiesta del procuratore capo Marco Di Napoli e del sostituto Adele Ferraro. Si tratta di misure interdittive della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio. Coinvolti infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia, impiegati amministrativi. Le accuse sono di truffa aggravata e continuata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Nelle scorse settimane erano state eseguiti 24 arresti domiciliari e 2 arresti in flagranza per gli stessi motivi.
L’attività investigativa, condotta anche con l’ausilio di mezzi tecnici, quali intercettazioni video e numerosi servizi di osservazione, ha permesso di segnalare alla Procura della Repubblica complessivamente 69 persone per il reato di truffa aggravata ai danni della Asl di Brindisi. Tra gli indagati figurano dirigenti medici, infermieri, fisioterapisti, impiegati amministrativi, tutti dipendenti o convenzionati con la Asl di Brindisi. Si è accertato che era prassi di molti dipendenti abbandonare il luogo di lavoro in modo arbitrario per svolgere attività di natura personale, in orario di lavoro, facendo marcare il proprio cartellino a colleghi o a persone estranee, inducendo in errore l’Amministrazione.
Successivamente alla prima fase dell’indagine e al fine di dimostrare la continuazione dei reati già ipotizzati, attualizzando gli episodi di assenteismo, sono state eseguite ulteriori verifiche che hanno permesso di accertare che le condotte illecite non solo persistevano, registrando il coinvolgimento di ulteriori dipendenti, nonostante le tante acquisizioni di documenti e gli articoli di stampa apparsi su quotidiani locali che parlavano dell’esistenza di indagini sul distretto socio sanitario per casi di assenteismo. In particolare questi comportamenti sarebbero tra le probabili cause che determinavano una lunghezza inaccettabile dei tempi di attesa per effettuare esami radiologi nel distretto. La situazione, con una struttura pubblica inefficiente e non in grado di soddisfare le richieste di esami diagnostici da parte degli utenti in tempi ragionevoli, ha determinato di fatto un ricorso massiccio dell’utenza al servizio privato con notevoli ricadute economiche per il servizio pubblico.
