Cagliari. Uccise la moglie a picconate: richiesti 30 anni

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Cagliari. Uccise la moglie a picconate: richiesti 30 anni

27 Settembre 2010

Trent’anni di reclusione. È la pena richiesta oggi, al termine della requisitoria, dal pubblico ministero Maria Virginia Boi nei confronti di Pietro Cambedda, di 64 anni, di Sinnai, in provincia di Cagliari.

L’uomo è accusato di aver ucciso a picconate la moglie Elisabetta Bruno, di 43 anni, il 20 aprile dell’anno scorso e poi di averne nascosto il cadavere seppellendolo in un terreno di sua proprietà. Subito dopo, secondo la ricostruzione dell’accusa, Cambedda avrebbe denunciato la scomparsa della donna, ritrovata poi nelle campagne di Settimo San Pietro.

L’accusa è convinta che ci sia stata premeditazione, per questo ha chiesto 30 anni di pena, senza le attenuanti generiche. Praticamente il massimo della pena previsto nel rito abbreviato concesso dal Gup nella precedente udienza. L’avvocato di parte civile Pierluigi Concas, in rappresentanza delle figlie e delle sorelle della vittima, ha chiesto risarcimenti per oltre tre milioni di euro. Un anno, invece, è quanto richiesto per la matrigna della vittima, Rosalba Canu (54 anni, difesa dal legale Carlo Monaldi) che avrebbe instaurato una relazione col presunto omicida. La Canu è accusata di favoreggiamento. Lunedì prossimo, 4 ottobre, il processo riprenderà con le repliche e potrebbe anche essere pronunciata la sentenza.