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Calcio. Inter da scudetto; vincono Roma, Napoli e Palermo, crisi Juve

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Doveva essere il derby scudetto, ha rischiato di esser bollato come il derby dei nervi, e alla fine è stato una sorta di follia calcistica. Alla fine dei conti, l'Inter liquida il Milan: 2-0 con due perle di Milito e Pandev, una per tempo, e rigore fallito da Ronaldinho in pieno recupero quando l'Inter era ridotta in 9. L'1-0 prima che la stracittadina scudetto si trasformi in un ring di falli, ammonizioni e proteste; il raddoppio, con il macedone su punizione, quando i nerazzurri sono in 10 e i rossoneri stavano per accarezzare il pari. Di fatto, la squadra di Mourinho riallunga a +9 su quella di Leonardo, che però deve recuperare la partita con la Fiorentina.

L'inizio a razzo dell'Inter lasciava presagire una stracittadina-spettacolo. Poi l'espulsione di Snejider per un applauso polemico all'arbitro Rocchi ha acceso gli animi, le due squadre hanno reclamato rigori e collezionato ammonizioni. Solo al ritorno in campo si è tornati a vedere calcio vero. Con il Milan spesso vicino al pari, ma poi punito dalla punizione di Pandev e dalle colpe del suo portiere Dida. L'epilogo davvero per cuori forti: al 91' fallo di mano di Lucio, espulsione, Inter in 9 e Ronaldinho sul dischetto. Ma Julio Cesar ha parato, chiudendo la serata mentre Mourinho aizzava il pubblico nerazzurro ad applaudire la squadra.

Se Leonardo ha ancora spazio per ridurre il gap della capolista, appare scaduto quello di Ferrara. L'ottava sconfitta di campionato, nell'anticipo con la Roma, costerà il posto a Ferrara, in un anno già da record per esoneri e addii dei tecnici (con Cosmi, ieri dimesso, è quota 13). Vialli, Hiddink o Laudrup i nomi accreditati, anche se il verdetto definitivo sull'attuale tecnico non è stato ancora ufficialmente pronunciato: John Elkann ha chiesto alla dirigenza bianconera, qualsiasi decisione prenda, di farlo in tempi molti rapidi.

Alla Roma, saldamente al terzo posto, rispondono le due capitali del calcio meridionale: il Napoli vince 2-0 in casa del Livorno con Lucarelli che sbaglia un rigore, mentreil Palermo tramortisce 3-0 la Fiorentina con doppietta di Hernandez. E così la Juve scivola al sesto posto. Giornata positiva per le genovesi: il Genoa regola 2-0 l'Atalanta, la Samp senza Cassano si riscatta imponendosi 3-2 a Udine e mettendo nei guai i friulani mentre sempre in crisi la Lazio che pareggia 1-1 col Chievo e si fa distanziare dal Bologna che supera 2-1 il Bari. Nuovo recupero del Cagliari che pareggia 1-1 in casa del Siena.

Se per il Palermo è stato più agevole del previsto portare via i tre punti alla squadra di Prandelli, il Napoli privo di Lavezzi e Quagliarella ha dovuto faticare per avere ragione del Livorno che dopo la nuova sconfitta saluta il tecnico Serse Cosmi, dimessosi dopo la partita: contrasti insanabili con il presidente Spinelli, tutto - racconta Lucarelli - nasce da una lite tra i due, giovedì. Protagonista della vittoria partenopea a Livorno è in ogni caso Christian Maggio, autore di un gol degno del paragone con la celebre prodezza di Van Basten nella finale del Campionato Europeo del 1988 contro l'allora Urss.

Gol e tante emozioni a Udine dove la squadra di De Biasi in vantaggio con Di Natale su rigore si fa raggiungere da Pazzini dagli 11 metri. Isla riporta avanti l'Udinese, ma nella ripresa i gol di Pozzi e Semioli regalano ai blucerchiati la vittoria che mancava da due mesi. Nel finale negato un rigore ai friulani, che ora sono vicinissimi alla zona retrocessione. Si rivede il Genoa che ritrova il passo della prima parte dell'andata e adesso è vicino alla zona Europa.

Dopo il pareggio con il Bari, la formazione di Gasperini torna alla vittoria imponendosi sull'Atalanta con i gol degli argentini Palacio e Crespo nella prima frazione di gioco. Finisce in parità all'Olimpico: i biancocelesti, mai brillanti, passano nel primo tempo con Stendardo, ma vengono raggiunti nella ripresa dal Chievo con Pellissier che torna al gol dopo quasi 4 mesi. Il pubblico laziale nel vedere Rocchi e compagni da un passo dalla zona retrocessione ha contestato duramente l'allenatore Ballardini e il presidente Lotito.

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