Calcio. La Roma batte il Chievo ma l’Inter conquista lo scudetto
16 Maggio 2010
di Redazione
La Roma fa il suo dovere, vince a Verona 2-0 con le reti di Vucinic e De Rossi contro il Chievo, ma deve accontentarsi del secondo posto. L’Inter vince 1-0 con una rete di Milito a Siena ed è campione d’Italia. La squadra di Ranieri, illusa per 17 minuti, quando vinceva con il Chievo e l’Inter pareggiava Siena, ricade nello sconforto come due anni fa.
Delusione sui volti dei giocatori giallorossi con Totti in lacrime. Grazie alle due vittorie l’Inter chiude la stagione 2009-2010 con 82 punti e la Roma si ferma ad 80 a sole due lunghezze, dopo essere stata indietro anche di 14 punti. Rispetto alla gara con il Cagliari, Ranieri perde per squalifica Riise, che rimpiazza con Cassetti, ma recupera Vucinic a cui restituisce una maglia in attacco, al fianco di Totti, preferito a Toni. L’altra novità è sulla trequarti dove Taddei vince il ballottaggio con Menez.
Nel Chievo Di Carlo, all’ultima in gialloblù prima di andare probabilmente alla Samp, recupera Yepes al centro della difesa e ripropone il trequartista, Bentivoglio, dietro alle punte Granoche e Pellissier. Dopo aver sofferto per mezz’ora, con Julio Sergio impegnato in un paio di occasioni, i giallorossi hanno preso il sopravvento sui clivensi e dopo un palo di Totti al 22′ hanno collezionato palle gol. Sul lancio di Taddei, Perrotta fa da torre per Totti che di destro in corsa colpisce il palo esterno alla sinistra di Squizzi. Da questo momento il capitano guida la squadra e sfiora la rete a ripetizione, prima con un sinistro sul primo palo e poi con un pallonetto che sfiora il montante.
Oltre a Totti ci prova anche Vucinic. Al 28′ il montenegrino serve Perrotta che non arriva all’appuntamento con il gol e al 34′ ci prova con un destro rasoterra senza fortuna. Al 35′ ancora occasione per Totti che manca incredibilmente il pallone da pochi passi. Poi ci prova Pizarro da calcio d’angolo e finalmente al 39′ arriva il gol della Roma: lancio di Taddei per Vucinic che controlla di petto al limite dell’area e scaglia un gran destro a mezza altezza alla sinistra di Squizzi. Tifosi della Roma in delirio. Al 47′ la squadra di Ranieri trova anche il raddoppio: Pizarro di tacco serve De Rossi che con un destro da 30 metri trova il gol magnifico con un destro che si infila sotto l’incrocio alla sinistra di Squizzi. Dura solo 17 minuti il sogno scudetto dalla Roma, nel momento in cui Milito porta in vantaggio l’Inter a Siena. Nella ripresa la Roma, nonostante il ‘colpò morale per il gol dell’Inter, continua ad attaccare e sfiora la rete con Vucinic e Totti. Poi ultime fiammate a metà del secondo tempo, ed i ritmi calano in attesa di buone notizie da Siena, che però per la Roma non arrivano, con i nerazzurri che possono festeggiare il titolo.
E a Siena è festa grande. La gioia dei giocatori, gli abbracci di Moratti ai familiari, il tripudio sugli spalti con lo sventolio dei colori nerazzurri, Mourinho che si infila nel tunnel, Zanetti che porta la coppa sotto la curva e Materazzi che mostra una maglietta con scritta tricolore "nun è successo", presa in giro per i romanisti: sono alcuni momenti della festa scudetto. Alle 16,53 Morganti decreta la fine di Siena-Inter.
Per la quinta volta di fila (la quarta sul campo), i nerazzurri festeggiano il titolo tricolore, il numero 18 della loro storia. Maicon e Samuel si inginocchiano sul campo, Etòo si ferma sotto uno dei tanti spicchi dell’Artemio Franchi gremiti di sostenitori nerazzurri, gli altri giocatori si abbracciano festanti. E Mourinho? Il tecnico portoghese sparisce dal radar per un pò. Per dieci lunghi minuti l’allenatore si rifugia nel tunnel che collega il parcheggio allo stadio per rientrarvi solo al momento della premiazione, dopo essere stato richiamato. Moratti abbandona la tribuna d’onore dopo aver abbracciato moglie, figlio, sorella, Paolillo e Tronchetti Provera. Nel tunnel abbraccia Mourinho, poi va in campo.
Il presidente si è soffermato sotto tutti i settori dello stadio in cui erano assiepati dei tifosi nerazzurri. In pratica due terzi di stadio erano appannaggio degli interisti, accorsi in oltre diecimila (e con alcuni che sono rimasti fuori senza biglietto) per l’appuntamento tricolore. L’apoteosi arriva dopo circa trenta minuti: i giocatori, tutti, vengono chiamati in campo, Arnautovic prende sulle spalle Balotelli e lo porta sul palco: medaglie per tutti, poi la consegna ufficiale del trofeo al capitano Zanetti, ultimo ad arrivare preceduto da Mourinho, ed è festa con i cannoni che sparano in aria coriandoli nerazzurri e dorati. Il tecnico, un pò come fece nel 2004 dopo il cerimoniale di premiazione della Champions League vinta alla guida del Porto, va direttamente verso i tifosi che lo acclamano a gran voce, senza sottoporsi alla classica foto di rito. Le telecamere evidenziano una lacrima che scende sul volto.
L’altoparlante dello stadio trasmette le note di "Pazza Inter amala", l’inno ufficiale nerazzurro (anche se i tifosi del Siena si sono lamentati per questa cosa, ma la società bianconera ha subito fatto presente che era una disposizione precisa della Lega calcio). E tutti i tifosi cantano, ebbri di gioia. Materazzi, come a Roma dopo la finale di coppa Italia, fa toccare la coppa ai sostenitori della curva ospiti; il numero ventitrè risponde anche al tormentone dei tifosi romanisti "Nun succede, ma se succede" con una maglietta in cui è scritto "nun è successo". Sneijder e Balotelli si trasformano in animatori sui tabelloni pubblicitari, incitando la folla a cantare e ballare. La festa poi si sposta nei pressi dello stadio, in special modo ai cancelli dello stadio dove decine e decine di sostenitori si accalcano per acclamare i giocatori, che escono indossando ancora la maglietta bianca con il numero 18 usata per la cerimonia di premiazione, e cercare foto ricordo. Chissà se qualcuno è riuscito a immortalare anche la lacrima di Mourinho che ai microfoni dei cronisti confessa: "Non mi sono sentito a casa e poi non c’è stato più tempo per pensare. Adesso però c’è una settimana storica per l’Inter, voglio preparare la squadra al meglio per la Champions e poi respirare a fondo, pensare a me stesso e a quello che mi renderà più felice".
