Calciopoli. Procura non si oppone ad acquisizione di 75 telefonate
13 Aprile 2010
di Redazione
La Procura non si oppone all’acquisizione "in modo che possono essere vivaddio trascritte fedelmente e potremo così ragionare su dati veritieri". Tra le telefonate trascritte dalla difesa di Moggi che ne ha chiesto l’acquisizione al Tribunale di Napoli vi è anche una telefonata di condoglianze all’ex presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti, per la morte della sorella, nonchè una telefonata che Bergamo fa a un dirigente del Bologna per ottenere un numero di telefono dell’allenatore Mazzone richiestogli da un giornalista. È quanto ha sottolineato il pubblico ministero Giuseppe Narducci in chiusura della udienza del processo di Calciopoli.
Mentre un gruppo di tifosi juventini, provenienti dalla provincia manifestava con striscioni davanti alla sede del Tribunale di Napoli, in Aula la difesa dell’ex dg della Juve, Luciano Moggi, principale imputato di Calciopoli, ha chiesto alla nona sezione del Tribunale la trascrizione di 75 telefonate ritenute inedite ed esaminate dai propri consulenti. Secondo quanto affermato da uno dei legali di Moggi, Paolo Trofino, anche l’allora presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti, parlava di griglie arbitrali. È quanto emerso da una domanda che l’avvocato ha rivolto al colonnello dei carabinieri, Attilio Auricchio, che ha condotto le indagini su Calciopoli.
L’avvocato Trofino ha citato una telefonata, che non appartiene a quelle già trascritte e contenute nelle informative, del 26 novembre 2004 in cui il dirigente nerazzurro conversa con l’ex designatore Paolo Bergamo e nelle quali lo stesso Facchetti chiedeva di inserire nella griglia arbitrale l’internazionale Pierluigi Collina. “La conversazione tra Bergamo e Facchetti – ha replicato Auricchio – è stata registrata e trascritta ma non è nell’informativa perchè non è stata considerata investigativamente utile”. L’aula 216, dove si svolge l’udienza, è gremita di giornalisti e fotoreporter. Tra gli imputati presenti ci sono l’ex designatore degli arbitri, Pierluigi Pairetto, e le ex giacchette nere De Santis e Bertini. Dal canto suo Luciano Moggi non ha rilasciato dichiarazioni. “Non parlo – ha detto – oggi parleranno solo i miei avvocati. E poi – ha aggiunto scherzando – oggi ho un pò di raucedine e non posso sforzare la gola”.
La difesa dell’ex dg della Juve, Luciano Moggi, ha chiesto alla nona sezione del Tribunale, davanti alla quale è ripreso il processo di Calciopoli, che disponga la trascrizione di 75 telefonate che erano ‘ineditè e che sono state esaminate dai proprio consulenti. Le telefonate si riferiscono a conversazioni con indagati, tra i quali gli ex designatori Bergamo e Pairetto da parte di diversi dirigenti di società di calcio. La questione è stata illustrata dall’avvocato Maurilio Prioreschi che insieme con l’avvocato Paolo Trofino assiste Moggi. La difesa ha chiesto altresì l’acquisizione di circa 3.000 ‘contattì telefonici con indagati da parte di dirigenti di società (si tratta dei contatti ricavati dai tabulati anche relativi ai centralini dei club calcistici).
Il Tribunale ha invitato quindi la difesa di Moggi a produrre il materiale per la prossima udienza. In tal modo anche il pubblico ministero avrà modo di esaminare e valutare gli atti indicati dai legali. In apertura di udienza, prima di convocare in Aula il colonnello Attilio Auricchio per il controesame, il legale di Moggi, Prioreschi ha avanzato la richiesta sulle telefonate ritenute “rilevanti ai fini delle esercizio della difesa”. A giudizio del difensore dalle telefonate, diversamente da quanto ritennero i pm, si evince che “pranzi e cene li facevano tutti, incontri con i designatori li facevano tutti, di griglie parlavano tutti”.
In mattinata era già arrivata la smentita di "presa di distanze" da parte dell’allora commissione di "saggi" sullo scudetto 2006 all’Inter. È quanto ribadiscono i professori Roberto Pardolesi e Massimo Coccia, componenti della commissione nominata dall’allora commmissario Guido Rossi e presieduta dall’ex segretario dell’Uefa Gerhard Aigner che con un parere giuridico diede il via libera alla riassegnazione dello scudetto dopo la revoca alla Juventus a causa delle vicende di Calciopoli. "Non è vero, come ha detto Carraro, che abbiamo preso le distanze – dicono in una dichiarazione – anzi confermiamo parola per parola il nostro parere del 2006. A chi ce l’ha chiesto abbiamo soltanto spiegato alcuni passaggi del nostro parere, che confermiamo integralmente". Ieri l’ex presidente della Figc Franco Carraro, intervenendo a La Politica nel pallone di Gr-Parlamento – aveva detto: "Per la verità in questi giorni trasecolo un pò quando le dichiarazioni dei componenti che avevano dato parere favorevole ed ora prendono le distanze. Mi sembra che si stiano rivelando poco saggi…".
“Le nuove vicende di Calciopoli? È un argomento che non mi interessa e non ne parlo”. Così il commissario tecnico della Nazionale, Marcello Lippi, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento sugli ultimi sviluppi di Calciopoli. Il ct azzurro, intervenuto in mattinata a un seminario sugli sport di squadra organizzato dal Coni, incalzato dalle domande dei giornalisti, ha spiegato di non voler affrontare l’argomento ma poi, sorridendo, ha aggiunto: “Non ne parlo ma tutti sappiamo come alla fine sono andate le cose quattro anni fa…”. Il riferimento è alla vittoria in Germania nel 2006 proprio dopo lo scandalo di Calciopoli. “Ma quella vicenda non ha influito sul nostro mondiale – ha poi aggiunto Lippi tornando serio – È stato merito dei ragazzi e della loro voglia”.
