Carceri. Sciopero della fame della Polizia penitenziaria
13 Aprile 2010
di Redazione
"Nell’attuale disastro penitenziario italiano gli unici problemi che si vogliono affrontare sono quelli dell’edilizia, mentre il carcere in Italia ha da tempo perso qualsiasi parvenza di umanità per il personale e per i detenuti" : lo sostiene l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), che si riferisce anche all’incontro di oggi con il ministro della Giustizia sul piano carceri e che annuncia per i prossimi giorni iniziativa di protesta, a cominciare dallo sciopero della fame, da parte della polizia penitenziaria nelle carceri di Lazio e Piemonte.
Il problema delle carceri va "affrontato nel complesso e non solo dal punto di vista delle infrastrutture- sostiene il segretario Leo Beneduci – Se i 700 milioni di euro nel 2010 ed il miliardo e mezzo di euro nel triennio per le nuove carceri fossero destinati ad una reale riforma del sistema, ad incrementare le risorse ed il numero degli addetti non solo di Polizia Penitenziaria, per la depenalizzazione dei reati di minore allarme e pericolosità e per il reale e produttivo reinserimento sociale dei reclusi, i vantaggi sarebbero molteplici anche in termini di maggiore sicurezza per l’intera collettività".
"L’esempio del nuovo carcere di Rieti pronto e consegnato da mesi e non in grado funzionare in mancanza di personale, doveva essere di monito per il Ministro Alfano", afferma l’Osapp che parla di condizioni di vita e di lavoro nelle carceri non più "sopportabili" nè per i detenuti nè per il personale della polizia penitenziaria. Contro questa situazione , la protesta nel Lazio e nel Piemonte, con "auto-consegne nelle caserme e scioperi della fame".
