Card. Kasper: dialogo con i protestanti non si è arrestato
11 Luglio 2007
di Redazione
Il cardinale Kasper pubblica un testo per spiegare che il
dialogo con i protestanti non ha fatto passi indietro, intervenendo così sul punto
dolente della polemica.
“Da una lettura attenta – si afferma – si evince che il Documento non nega che le Chiese protestanti
siano Chiese, bensì che esse non sono Chiese in senso proprio, cioè non sono
Chiese nel senso in cui la Chiesa cattolica comprende se stessa in quanto
Chiesa”. Questa affermazione, prosegue il testo, “è di per se ovvia per
qualunque persona di media formazione ecumenica . Di fatto, le Chiese
evangeliche non vogliono essere Chiesa nel senso della Chiesa cattolica; esse
privilegiano un concetto di Chiesa e di
ministero che, a sua volta, non risponde al concetto proprio dei cattolici”.
“La Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della
fede – spiega ancora il cardinale Kasper – non fa altro che evidenziare che noi
usiamo la parola Chiesa attribuendo ad essa un significato che non è pienamente
uguale. La Dichiarazione rende servizio alla chiarezza e di conseguenza al progresso del dialogo. Ma senz’altro alla
base del dialogo non vi è ciò che ci divide, ma ciò che ci unisce, e che è più grande
di ciò che ci divide. Pertanto – osserva
il cardinale – non si deve sorvolare su
quanto la Dichiarazione afferma in modo positivo riguardo alle Chiese protestanti,
e cioè che Gesù Cristo è effettivamente presente in esse per la salvezza dei
loro membri. Tenendo conto del passato,
non si tratta di un’affermazione ovvia”.
