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Card. Kasper: dialogo con i protestanti non si è arrestato

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Il cardinale Kasper pubblica un testo per spiegare che il dialogo con i protestanti non ha fatto passi indietro, intervenendo così sul punto dolente della polemica.

“Da una lettura attenta - si afferma - si evince  che il Documento non nega che le Chiese protestanti siano Chiese, bensì che esse non sono Chiese in senso proprio, cioè non sono Chiese nel senso in cui la Chiesa cattolica comprende se stessa in quanto Chiesa”. Questa affermazione, prosegue il testo, “è di per se ovvia per qualunque persona di media formazione ecumenica . Di fatto, le Chiese evangeliche non vogliono essere Chiesa nel senso della Chiesa cattolica; esse privilegiano  un concetto di Chiesa e di ministero che, a sua volta, non risponde al concetto proprio dei cattolici”.

“La Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della fede - spiega ancora il cardinale Kasper - non fa altro che evidenziare che noi usiamo la parola Chiesa attribuendo ad essa un significato che non è pienamente uguale. La Dichiarazione rende servizio alla chiarezza e di conseguenza al  progresso del dialogo. Ma senz'altro alla base del dialogo non vi è ciò che ci divide, ma ciò che ci unisce, e che è più grande di ciò che ci divide.  Pertanto – osserva il cardinale - non si deve sorvolare  su quanto la Dichiarazione afferma in modo positivo riguardo alle Chiese protestanti, e cioè che Gesù Cristo è effettivamente presente in esse per la salvezza dei loro membri. Tenendo conto del passato,  non si tratta di un'affermazione ovvia”.

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