Il Cardinale al Corriere

Cardinale Ruini: “La Chiesa dialoghi anche con Salvini”

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Nella giornata di oggi, un’intervista pubblicata a firma di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera sta generando un grande dibattito. A rilasciarla infatti è stato il Cardinale Camillo Ruini, per sedici anni al vertice della CEI e da sempre uno dei principali riferimenti del mondo conservatore all’interno delle gerarchie ecclesiastiche. Durante il colloquio tra i due, vari spunti sono risultati essere degni di nota, visto che le domande a cui Ruini è stato sottoposto sono state molteplici e hanno riguardato tutti i campi dell’attualità e le risposte che ne sono conseguite sono risultate essere tutt’altro che banali.

Innanzitutto, il Cardinale ha tenuto subito a ribadire che, a suo parere, la voce dei cattolici nella politica di oggi non venga particolarmente ascoltata e la progressiva scristianizzazione del nostro Paese non aiuterà a far sì che questa torni ad essere forte ed autorevole. Più che un fondare un nuovo partito (troppo il pluralismo all’interno della Chiesa), per i cattolici sarà necessario operare all’interno di quelle forze politiche che si dimostreranno più attente alle loro istanze.

Ma il piatto forte dell’intervista viene riservato alla domanda seguente, quando a Ruini viene chiesto di formulare un giudizio su colui che viene considerato, in Vaticano, l’avversario per eccellenza, vale a dire Matteo Salvini. La risposta dell’ottantottenne porporato non si fa attendere e non sembra essere per nulla in linea con la contrarietà manifestata più volte nei confronti del leader leghista dall’establishment dei Sacri Palazzi: per Ruini, l’ex Ministro degli Interni ha delle grandi prospettive davanti a sé, anche se dovrà maturare molto. Tuttavia, aprire un dialogo con lui è doveroso e non può essere condivisa la demonizzazione totale che ne viene fatta in alcuni ambienti. Sulla questione dell’esibizione del rosario durante alcuni comizi elettorali della Lega poi, Ruini non nasconde che possa urtare la sensibilità dei credenti, ma non ritiene che quel gesto debba essere letto solo come una strumentalizzazione e può sempre essere visto come un modo per riaffermare il ruolo della fede nell’opinione pubblica. A stretto giro di posta, tra l’altro, sono arrivati i ringraziamenti dello stesso Salvini che ha espresso il desiderio di incontrare al più presto il Cardinale e ha messo in evidenza  come “su temi come il diritto alla vita, la tutela della famiglia, la libertà di scelta educativa e la difesa delle nostre radici le posizioni della Lega sono assolutamente salde”.

Dopo un breve passaggio dedicato alla condizione della finanze della Chiesa (“non sono più da tempo a conoscenza dello stato dei conti, ma avendo fatto parte per vent’anni del Consiglio dei Cardinali per gli affari economici posso dire che le ultime notizie che paventano un crac mi sembrano fortemente esagerate), il tema della discussione si è spostato sulle deliberazioni dell’appena concluso Sinodo sull’Amazzonia che, tra i tanti provvedimenti presi, ha approvato anche la possibilità che siano creati i cosiddetti “viri probati”, vale a dire la possibilità per diaconi sposati di operare come sacerdoti. Anche in questo caso, Ruini ha tenuto a smarcarsi da questa possibilità, non attaccando il Papa (“E’ il mio Papa, a cui debbo rispetto, ubbidienza e amore) ma esortandolo a non confermare questo provvedimento principalmente per due motivi: uno è quello del mantenimento “senza se e senza ma” del celibato per i sacerdoti, baluardo della Chiesa da contrapporre al mondo secolare che da sempre cerca di penetrarla e, in secondo luogo, perché viste le difficoltà che sta attraversando l’istituzione del matrimonio, avere degli uomini di Chiesa divorziati potrebbe essere un vero problema.

Infine, un accenno a quella crisi antropologica dell’Europa denunciata  dal Papa Emerito Joseph Ratzinger qualche mese fa: l’ex Presidente della CEI ne conferma l’esistenza e ne imputa le cause, sostanzialmente, a una perdita di identità derivante dal non essere più consapevoli essere fatti “ad immagine di Dio”.

 

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