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Il ricordo

Carlo Casini, una vita dedicata alla vita

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Quarant’anni, e più, passati al suo fianco (molti come vicepresidente) lasciano il segno. Quello di un uomo intimamente amante della Vita, che ha promosso in ogni tappa della sua esistenza. Dapprima come sostituto procuratore a Firenze (anni ’70), protagonista dell’indagine che portò alla scoperta di una casa per aborti gestita dal partito radicale. Poi (dal ’79) in politica, prima come parlamentare italiano, poi europeo, quindi rientro in magistratura.

Allievo di La Pira, ha portato la questione della vita nascente dal piano della morale sessuale – su cui molti amavano collocarla – al piano dei diritti umani e dei problemi sociali. Lo ha fatto come laico che opera nella società civile discutendo di leggi e di bene comune, sempre più appassionato dalla riflessione sull’identità umana del figlio concepito e non ancora nato.

Lo ha fatto, pur rispettoso dell’insegnamento della Chiesa, cui è sempre rimasto fedele, per testimoniare che quella riflessione non deriva solo da una visione teologica, ma si radica nel piano squisitamente laico dei diritti fondamentali. Solo così possono essere colti nella loro verità i diritti dell’uomo. Diversamente si realizza una gravissima falsità nell’affermare, nelle Carte più solenni, la dignità umana e al contempo nel negare il diritto alla vita dei “più poveri dei poveri”, come S. Teresa di Calcutta amava definire i bambini prima di nascere.

Definiva “impressionante e carica di positiva forza rinnovatrice” l’equiparazione effettuata da S. Giovanni Paolo II tra la dignità della persona del lavoratore e la dignità del bambino non ancora nato (p.5 E.V.), indicando al Terzo Millennio la questione sociale primaria, cuore della questione antropologica: chi è l’uomo? Che senso ha la sua vita? E’ o non è uomo a pieno titolo in ogni fase della sua vita? Com’è possibile proclamare l’eguaglianza tra tutti gli uomini se non si riconosce l’eguale dignità a ciascuno sin dalla fecondazione? Coerenza impone che si parli del figlio non ancora nato così come si parla del già nato, bambino o adulto che sia.

Per questo i Centri di Aiuto alla Vita sono “segni anticipatori della vittoria della vita sulla morte” (S. Giovanni Paolo II), così capaci di parlare del concepito in modo non certo ideologico o di condanna, ma espressivi di un’intera comunità che accoglie e che si pone accanto alla madre e al figlio che porta in grembo.

Sul versante politico, a lui il merito di aver testimoniato la centralità politica del diritto alla vita fin dal concepimento, la sola che conduce al compiuto realizzarsi della democrazia, se essa non è soltanto regola formale, ma anche contributo sostanziale, cioè espressione di un sistema di valori. E di aver tenacemente operato, con il metodo del dialogo paziente e della gradualità nella chiarezza, per una reale unità tra i cattolici in politica, il cui punto di partenza non poteva non essere una sostanziale ragione di eguaglianza e di reale solidarietà: l’identità umana del concepito e la dignità del morente, cioè un ripartire dalle frontiere più fragili della vita umana, su cui la politica deve porre attenzione primaria.

Una politica dei diritti umani a tutto tondo, la sola capace di ridare freschezza e slancio al lavoro per il bene comune, che da tempo segna il passo. “Il diritto alla vita – soleva affermare – non è questione cattolica, ma questione civile di primaria grandezza che esige estrema chiarezza nel confronto politico”.

In realtà, è questione davvero centrale. Perché analoga a quella posta dallo schiavismo, antico e moderno, dalla condizione femminile, dalle persone diversamente abili, dal percorso verso la pace. Non la si può eludere relegandola nella sfera della coscienza o accantonandola. Sarebbe come dire che la pace è questione di coscienza o orpello secondario della cultura. E’ invece questione d’eguaglianza.

Per quell’attuazione la storia ha registrato progressi notevoli, pensando alle categorie testè ricordate, e non solo. Manca soltanto il riconoscimento, come “Uno di noi”, dell’essere umano quando comincia a esistere.

* vicepres.vicario MPV naz.

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