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Paolo e Diego

Caro Diego, certo che oltre Tartaglia di psicolabili in giro ce ne sono parecchi

Caro Diego,

quanto è accaduto a Silvio mi ha scombussolato. Non tanto per la sorpresa, che dopo i toni degli ultimi mesi di Di Pietro e di Repubblica c’era da aspettarselo. Mi verrebbe quasi da dire che era inevitabile. Ovviamente non c’è un collegamento diretto tra l’aggressore e i sopra citati. Ma, al pari dell’aggressore, mi sembra che di gente pscologicamente instabile e debole ce ne sia parecchia in giro. Di conseguenza, dopo la campagna d’odio degli ultimi tempi contro il Cavaliere, era facile aspettarsi che qualcuno si sarebbe sentito legittimato a salvare il popolo dal Tiranno: ”così tutti mi ameranno”. Quanto leggo nei profili di facebook dei nostri amici conferma quello che dico: “ma perché non gli ha dato più forte!”. E ancora: "quando ce vole, ce vole!”, e ancora: "e con un altro paio de tocchetti se lo levamo de torno”. Per non dire poi degli amici che t’invitano ad iscriverti al gruppo intitolato: "io non sono violento, è Berlusconi che mi fa incazzare.”

Mi girano le palle in una maniera esorbitante. Riesco con fatica a trattenermi dal mandare tutti affanculo, perché chi scrive queste cose è mio amico. Sono scombussolato proprio per questo. In un clima del genere si va allo scontro anche col vicino di casa. Da un lato so bene che non ha senso rovinare rapporti d'amicizia che durano da una vita per semplici questioni politiche; dall'altro però mi domando: perché siamo sempre noi a dover fare un passo indietro?

Con Di Pietro non c’è speranza, spero almento che la gente di Repubblica si renda conto che è ora di cambiare tono.

 

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