Caro Veltroni, lascia stare la Messa e pensa ai tuoi amici comunisti

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Caro Veltroni, lascia stare la Messa e pensa ai tuoi amici comunisti

26 Ottobre 2020

Ieri ospite di ‘Che tempo che fa’ Walter Veltroni si è chiesto se ‘sia giusto autorizzare le messe non i teatri e i cinema’. L’affermazione di Veltroni ha un punto che trovo di una superficialità preoccupante. Si sostiene “se hai chiuso questo dovevi chiudere anche quello”. Innanzitutto va ribadito che lo Stato italiano non ha il potere di non consentire le Messe. Esistono i patti lateranensi, caro Veltroni. La chiesa ha deciso con grande senso di responsabilità di collaborare con lo Stato in questo momento in cui serve grande attenzione per la salute dei cittadini. Ma delle Messe e delle chiese decide l’autorità ecclesiastica che continuerà, sono convinta, ad agire come ha fatto fino ad ora.

Invece su spettacoli e cinema decide lo Stato con il suo ministero dei beni culturali. Poi ci si deve domandare se queste chiusure imposte hanno un senso. Personalmente non avrei vietato spettacoli e cinema così come non avrei vietato la ristorazione dopo le 18 (basterebbe controllare e sanzionare coloro che non sono in grado di garantire le misure di sicurezza necessarie per evitare il contagio). La decisione presa è frutto di una impostazione statalista che neutralizza la libertà e la responsabilità individuale, ma è quella comunista caro il mio Veltroni, quindi lascia stare le messe di cui si occupa l’autorità ecclesiastica e vai a bussare alle porte dei tuoi amici che siedono al governo di un paese che sta prendendo una deriva autoritaria molto preoccupante.

Elisa Rossini – consigliere comunale di Modena