Caso Bianchini. Nuovo prelievo salivare, tra 20 giorni il risultato del Dna

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Caso Bianchini. Nuovo prelievo salivare, tra 20 giorni il risultato del Dna

27 Luglio 2009

E’ stato eseguito nel primo pomeriggio di oggi il tampone salivare per il nuovo esame del Dna di Luca Bianchini, rinchiuso oramai da quasi due settimane nel carcere di Regina Coeli di Roma. Tra 20 giorni si saprà, quindi, se è stato il ragioniere di 33 anni a compiere i 3 stupri di cui è accusato, avvenuti nella capitale tra aprile e luglio scorsi in garage condominiali.

L’esame è stato disposto dai pm della procura di Roma, Maria Cordova e Antonella Nespola, che hanno affidato l’incarico alla dottoressa Elisabetta Mei del Dipartimento analisi cliniche della polizia scientifica.

Il prelievo tecnico-biologico è stato effettuato con le massime garanzie previste per l’accusato dal codice penale, alla presenza del consulente nominato dai difensori di Bianchini, gli avvocati Bruno Andreozzi e Giorgio Olmi, la dottoressa Marina Baldi, biologa e genetista di Roma. Durante il prelievo, Bianchini ha ribadito ai suoi legali di essere estraneo alle accuse: “Sarei un folle – ha detto l’uomo – se sapendomi colpevole avessi ugualmente chiesto di essere sottoposto al test del Dna”.

Le operazioni per isolare il Dna inizieranno martedì e il risultato dovrebbe essere reso noto entro il 14 agosto. La consulente dovrà presentare le proprie conclusioni ai magistrati entro 20 giorni: il codice genetico estratto dal tampone salivare sarà comparato con quelli rinvenuti sulle donne violentate e in particolare con il liquido seminale del loro stupratore. Secondo gli investigatori, la compatibilità tra i due Dna era già emersa da un precedente esame effettuato il 10 luglio scorso, giorno dell’arresto dello stesso Bianchini.