Caso Claps. Vescovo: “Nulla da nascondere, stiamo collaborando”
13 Settembre 2010
di Redazione
"Diciassette anni dopo, la vicenda di Elisa Claps non cessa di inquietare perché non è stata ancora fatta piena luce sulla sua tragica fine. Il riserbo della Chiesa di Potenza in questi mesi seguiti al ritrovamento del corpo di Elisa è dovuto unicamente al rispetto che si deve alla magistratura, cui sin dall’inizio è stata offerta totale disponibilità per la necessaria azione investigativa". Lo ha dichiarato il vescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, chiamato in causa ieri dal fratello di Elisa Claps, Gildo, che ha chiesto al vescovo che la Chiesa dica "tutta la verità".
"Non abbiamo motivo di nascondere nulla – ha aggiunto il presule – ma vogliamo servire la causa della verità, così come autorevolmente invita a fare papa Benedetto XVI". Il vescovo ha anche confermato la vicinanza alla famiglia Claps.
La ragazza potentina scomparve nel 1993. Il suo corpo, da molto tempo senza vita, è stato ritrovato il 17 marzo scorso nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, sotto sequestro dall’1 aprile.
