Caso De Magistris. Il Csm: l’inchiesta ‘Why not’ continua
20 Gennaio 2009
di Redazione
Dopo cinque ore di camera di consiglio, il Csm ha deciso di sospendere dalle funzioni e dallo stipendio il procuratore di Salerno Luigi Apicella e ha trasferito d’ufficio Enzo Iannelli, pg di Catanzaro, Alfredo Garbati, il suo sostituto, e i due pm di Salerno Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, tutti coinvolti nel caso De Magistris.
Con questa decisione, la sezione disciplinare ha anche disposto il proseguimento dell’inchiesta "Why not" iniziata dall’ex pm De Magistris. Restano infatti al loro posto i due pm diventati titolari dell’inchiesta, Salvatore Curcio e Domenico De Lorenzo che hanno ereditato il dossier in seguito al trasferimento di De Magistris.
La decisione del Csm è particolarmente significativa: la sezione disciplinare del Csm ha, in questo modo, ritenuto maggiormente responsabili dello scontro con la procura di Salerno il Pg di Catanzaro Enzo Iannelli, in forza del suo ruolo di dirigente dell’ufficio giudiziario, e Alfredo Garbati, in quanto coordinatore dell’inchiesta ‘Why not’.
La sezione disciplinare ha colto solo in parte la richiesta che era stata avanzata dal ministro della Giustizia Alfano, che oltre alla sospensione di Apicella, aveva sollecitato il trasferimento di tutti i sei pm di Salerno e Catanzaro, protagonisti dello scontro tra le due procure.
Sulla questione l’Anm, per bocca del suo presidente Luca Palamara, ritiene che "è stata data una risposta sollecita di fronte a una vicenda delicata, che è stata una pagina nera per la giustizia". E ha anche aggiunto: "Non entriamo nel merito della decisione, che rispettiamoprendiamo atto di come il sistema dimostri di avere gli anticorpi".
