Caso Englaro. Consegnate le memorie difensive dei 14 indagati

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Caso Englaro. Consegnate le memorie difensive dei 14 indagati

19 Marzo 2009

Sono raccolte in duecento pagine le memorie difensive dei 14 indagati dalla procura della Repubblica di Udine per l’ipotesi di reato di omicidio volontario per la morte di Eluana Englaro, avvenuta a Udine il 9 febbraio scorso dopo 17 anni di coma vegetativo persistente. Duecento pagine consegnate al procuratore Antonio Biancardi nelle quali gli avvocati dei 14 indagati invitano il magistrato ad archiviare il fascicolo "per l’insussistenza degli elementi di reato".

Secondo la difesa di Beppino Englaro, Amato De Monte, l’anestesista che ha attivato il protocollo di distacco dell’alimentazione forzata nella casa di riposo La Quiete, e di dodici infermieri che avevano accettato di accompagnare Eluana nel suo ultimo viaggio "quanto accaduto in quella stanza sarebbe stato assolutamente in linea con quanto previsto dal protocollo", stilato sulla base del decreto della Corte d’appello di Milano che consentiva a papà Beppino di autorizzare l’interruzione dell’alimentazione della figlia. "Una procedura, del resto – ha detto Giuseppe Campeis, uno dei legali della famiglia Englaro – seguita passo passo da due consulenti nominati dalla Procura di Udine fin dall’arrivo a Udine di Eluana, la mattina del 3 febbraio".

Oggi Biancardi ha esplicitamente escluso una proroga dei tempi per l’indagine. "Non ne ho la necessità", ha spiegato mentre ha fatto capire che con molta probabilità slitteranno i tempi per la consegna degli esami autoptici (al 9 aprile) e soprattutto quelli "relativi alle modalità con cui si è proceduto alla sospensione dell’idratazione di Eluana". Il primo protocollo – steso quando nel dicembre del 2008 Eluana stava per essere trasportata alla clinica "Città di Udine", trasferimento poi bloccato per l’atto di indirizzo al Sistema sanitario nazionale del ministro del Welfare Maurizio Sacconi – prevedeva un distacco dell’alimentazione graduata nel tempo, con modalità precise. Quel protocollo venne poi modificato e consegnato alla Procura. Un protocollo che prevedeva il distacco totale dell’alimentazione dal terzo giorno di ricovero della donna alla Quietè il 3 febbraio. E proprio su questo aspetto della vicenda la Procura intende approfondire.

L’altra vicenda – che aveva visto indagati Beppino Englaro, Amato De Monte, la giornalista Marinella Chirico e il fotografo Francesco Bruni per le foto scattate a Eluana il giorno prima della morte – è già finita. Chiusa dal Gip che ha archiviato il fascicolo, essendo gli accessi alla stanza di Eluana trattati da un protocollo privato "la cui inosservanza non può generare comportamenti penalmente perseguibili". In attesa di conoscere gli esiti dell’autopsia, Biancardi ha già incominciato a leggersi il dossier della difesa. E tra le duecento pagine del faldone già spuntano, qua e là, dei post-it. Per evidenziare, è stato detto, i punti più interessanti della memoria.