La strage di Viareggio

Caso Moretti, i processi non possono essere decisi dai parenti delle vittime

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Mauro Moretti, ex AD di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato, è stato nel passato in generale un mio avversario politico, in quanto prima di assumere questi incarichi era stato militante comunista e sindacalista CGIL, e poi in particolare un Presidente con il quale come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia ebbi un duro scontro per la sua decisione di licenziare in tronco otto operai per una opinabilissima mancanza disciplinare.

Ma devo dire che la condanna di Moretti a sette anni in appello per una Sua oggettiva responsabilità per la strage di Viareggio del 2009 ci riporta alle pagine più buie della storia dell’umanità, quando si richiedeva il sacrificio del Capo Espiatorio come risposta magica al male che aveva colpito la comunità.
Moretti dovrebbe infatti” marcire in galera ” come è di moda affermare, perchè alla guida di decine di migliaia di dipendenti di una Azienda che aveva risanato e rilanciato, sarebbe colpevole del guasto di un maledetto carrello che provocò l’esplosione del gas, fornito fallato da una ditta straniera che aveva presentato un certificato di revisione truffaldino, fattispecie che ha portato viceversa all’assoluzione in appello dei tecnici delle ferrovie direttamente preposti alla sicurezza.
Con tutta la comprensione e l’affetto possibili per i parenti delle vittime di quella immane tragedia non si capisce come una condanna così assurda possa in qualche modo lenire il loro dolore, aggiungendo alla tragedia una incomprensibile e surreale ingiustizia di cui potrebbero essere vittime in futuro tutti quelli che hanno responsibilità di guida di imprese, a prescindere da loro comportamenti dolosi o colposi.
Siamo sicuri che la Cassazione riconfermerà il principio che i processi non vengono decisi dai parenti delle vittime ( che hanno addirittura chiesto agli imputati di rinunciare al ricorso in Cassazione ) e neppure dagli avvocati difensori e dai Pubblici Ministeri ma da Giudici che non possono ignorare i fondamentali principi della nostra millenaria civiltà giuridica.
Carlo Giovanardi
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