Caso Polanski: “La mia estradizione basata solo su menzogne”
02 Maggio 2010
di Redazione
Il regista Roman Polanski, agli arresti domiciliari in Svizzera dallo scorso anno, ha deciso di rompere il silenzio e in una lettera aperta a un quotidiano elvetico ha definito "basata su una menzogna" la richiesta di estradizione negli Stati Uniti, dov’è accusato di aver avuto rapporti sessuali con una minorenne.
"Non vi chiedo di impietosirvi sulla mia sorte", scrive Polanski in una lettera inviata al Corriere del Ticino tramite il filosofo francese Bernard-Henri Levy. "Chiedo soltanto di essere trattato equamente, come qualsiasi cittadino", aggiungendo che "la domanda di estradizione indirizzata alle autorità svizzere è basata su una menzogna".
"I miei avvocati – continua la lettera – non hanno mai smesso di mettere in evidenza che ero stato tradito dal giudice, il quale aveva giurato il falso, e che avevo scontato la mia condanna. Il procuratore distrettuale aggiunto che si era occupato dell’affaire negli anni Settanta, un uomo dalla reputazione irreprensibile, conferma infatti sotto giuramento le mie dichiarazioni, il che apporta una luce del tutto nuova sulla vicenda", scrive Polanski. "Il nuovo procuratore distrettuale – aggiunge – che chiede oggi la mia estradizione è in campagna elettorale e ha anch’egli bisogno di pubblicità, come il giudice che tanti anni fa voleva per me una nuova e più pesante condanna". "Per questa ragione – conclude il regista – non posso mantenere il silenzio più a lungo!".
Alcuni giorni fa una corte d’appello di Los Angeles ha respinto un ricorso del regista che chiedeva di essere processato in contumacia per avere avuto rapporti sessuali con una minorenne di 13 anni nel 1977. Polanski, agli arresti domiciliari nel suo chalet svizzero di Gstaadt, era stato fermato su richiesta della magistratura americana il 26 settembre dell’anno scorso al suo arrivo a Zurigo, dove avrebbe dovuto ricevere un premio. Una prima richiesta di processo in contumacia era stata respinta in primo grado da un tribunale californiano e la conferma in appello veniva data pressoché per scontata, essendo i processi ‘in absentia’ poco consueti negli Stati Uniti.
