Caso Ruby. Quagliariello: “Pedinamenti telematici a tappeto su ospiti premier”
25 Gennaio 2011
di Redazione
"Se anche fosse vero ciò che gli inquirenti milanesi hanno tenuto a far trapelare, ovvero che nel corso dell’inchiesta ci si sarebbe ‘limitati’ a verificare i tabulati delle singole persone e non a controllare la cella telefonica di Arcore, in termini sostanziali cambia ben poco". Lo afferma Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato spiegando che "si può ricorrere a tutti gli artifici e a tutti i sofismi che si vuole ma la questione non si sposta di una virgola: servirsi di ‘pedinamenti telematici’ a tappeto attraverso i tabulati telefonici per ricostruire gli elenchi di ospiti presso l’abitazione del presidente del Consiglio, che è anche un parlamentare, viola qualsiasi principio di democrazia sostanziale e mina alle fondamenta le garanzie costituzionali".
"In questi ultimi mesi – sottolinea Quagliariello – i giornali sono stati inondati di intercettazioni di parlamentari spacciate per ‘casualì, al punto che la stessa Corte Costituzionale, che pure in passato aveva indebolito la legge a tutela dei rappresentanti del popolo, ha dovuto pronunciarsi con vigore a fronte di sistematici abusi".
"Tale richiamo ha trovato evidentemente sordi i pm della Procura di Milano, ed è singolare – conclude Quagliariello – che quanti si sciacquano quotidianamente la bocca con il rispetto della Costituzione, della Corte Costituzionale e delle istituzioni di garanzia questa volta non abbiano nulla da ridire".
