Caso Sandri, Agnoletto: si nasconde la verità
13 Novembre 2007
di Redazione
Ancora polemiche sulla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. Vittorio Agnoletto, europarlamentare e portavoce del Genoa sociale forum ai tempi del G8, ha affermato che la Polizia tenta di nascondere la verità sulla morte del giovane.
Anche per gli episodi legati al G8 di Genova, ha affermato Agnoletto, si agì allo stesso modo insabbiando alcuni comportamenti scorretti da parte delle forze dell’ordine durante le manifestazioni.
“I vertici della Polizia per 36 ore hanno cercato, come già accadde nel caso di Carlo Giuliani al G8 di Genova, di nascondere la verità e di negare che il colpo che ha colpito il tifoso ucciso sia stato sparato ad altezza d’uomo”, sono queste le parole pronunciate da Agnoletto.
“I responsabili di tali comportamenti sono le stesse persone che, ai vertici della polizia già nel 2001, negarono l’evidenza del massacro alla scuola Diaz proprio mentre questo era in corso. Costoro – ha aggiunto l’europarlamentare – devono essere immediatamente rimossi dai loro incarichi e devono essere chiamati a rispondere dei loro comportamenti”.
Agnoletto ha poi precisato che tuttavia i fatti di Genova e la morte di Carlo Giuliani, ucciso anch’egli da un poliziotto, sono molto diversi dall’assalto alle caserme e al palazzo del Coni, rispondendo così a Luca Casarini che aveva paragonato questi atti vandalici alla protesta contro il G8. “Vorrei ricordare a Casarini – ha continuato Agnoletto – che dopo l’assassinio di Carlo Giuliani tutto il Genova Social Forum agì concordemente per evitare che dall’immensa rabbia e dolore che tutti noi avevamo in corpo in quel momento, ne derivassero reazioni violente e distruttive”.
