Cassazione. Avvocati che aiutano boss mafiosi rischiano il carcere
15 Settembre 2009
di Redazione
Secondo la Cassazione aiutare il proprio cliente, accusato di mafia, ad evadere le sanzioni può portare anche all’arresto. Lo hanno sancito i giudici della suprema Corte, i quali hanno confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip di Palermo nei confronti di un avvocato milanese che "con la propria opera professionale" aveva consentito a un cliente, che era stato indagato in vicende di mafia, "la fittizia intestazione di propri cespiti patrimoniali alla moglie" (sentenza 34567 del 7 settembre 2009).
I giudici della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’indagato che è un avvocato, nonostante l’interessato avesse rinunciato all’impugnazione. La rinuncia sarebbe dipesa dal fatto che la misura degli arresti domiciliari per l’indagato, era già stata revocata dal gip di Palermo.
