Mondo

06 Marzo 2007
di redazione

Bayrou, il terzo uomo per una terza via?

Da alcune settimane, François Bayrou (www.bayrou.fr), il candidato dell’Union pour la Démocratie Française (UDF www.udf.org), si sta confermando come outsider della campagna elettorale. Tra la spinta a destra di Sarkozy, sulle tracce dell’elettorato di Le Pen, e quella a sinistra della socialista Royal, in seguito al suo crollo nei sondaggi, la strategia centrista di Bayrou comincia a portare i suoi frutti. Critico in particolare nei confronti dell’UMP, la cui vocazione era la riunione della destra e del centro in un unico contenitore politico, Bayrou ha portato il suo partito, anche grazie alla campagna per ora disastrosa della candidata socialista, a recitare, meglio di lei, il ruolo di baluardo antisarkosiano. Tre i leitmotiv del suo progetto, che si richiama ai principi della cultura repubblicana francese : l'”unione nazionale”, il “social-liberalismo” e l'”Europa dei due cerchi”.


05 Marzo 2007
di redazione

Dimenticare Bush, ma non troppo

La svolta è avvenuta il 31 gennaio scorso. George W. Bush è a Wall
Street per pronunciare un discorso sullo stato dell’economia americana.
Fox News, il canale di Rupert Murdoch vicino
all’amministrazione repubblicana, snobba l’evento e manda in onda una
trasmissione sulle presidenziali del 2008. La voglia di voltare pagina
è forte e non solo tra i Democratici. Un sondaggio commissionato da Newsweek, qualche
settimana fa, ha rilevato che il 58 per cento degli americani
desidererebbe che la presidenza Bush fosse già conclusa. Ecco allora
che sulle copertine delle riviste scompare il presidente e compaiono
con sempre maggiore insistenza i candidati alla sua successione. Obama,
Hillary, Giuliani e McCain fanno notizia con poco, mentre Bush torna
alla ribalta solo quando c’è di mezzo una crisi internazionale come
quella del nucleare iraniano. Network e quotidiani hanno già
sguinzagliato i propri inviati per seguire, passo dopo passo, le star
dei due partiti. Si percepisce in modo tangibile che le prossime
elezioni saranno differenti da quelle del recente passato.
Innanzitutto, per la prima volta dal 1928, tra i candidati non ci sarà
il presidente in carica (Bush avrà esaurito i due mandati) né il
vicepresidente (Cheney si è tirato fuori dalla contesa). La
competizione del 2008 potrebbe, inoltre, consegnare all’America il suo
primo presidente donna o il suo primo presidente afroamericano. D’altro
canto, sebbene le possibilità siano minori, potrebbe anche essere
eletto il primo presidente mormone (il repubblicano Mitt Romney) o
latino-americano (il democratico Bill Richardson).