Cei: “Berlusconi? Non si può essere incuranti degli effetti di certi atteggiamenti”

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Cei: “Berlusconi? Non si può essere incuranti degli effetti di certi atteggiamenti”

26 Maggio 2009

Il richiamo alla responsabilità degli adulti "non può essere sottovalutato, evaso", ma nemmeno "strumentalizzato a livello di cronaca quotidiana": lo ha affermato il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, rispondendo ad una domanda riguardante la crisi morale della politica italiana e le vicende personali e giudiziarie del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Non si può – ha aggiunto il presule – essere incuranti degli effetti che certi atteggiamenti producono, e ciò vale a seconda della visibilità di ciascuno".

"Oggi come ieri – ha sottolineato monsignor Crociata – ci sono davvero tante questioni morali. Nostro compito – ha detto – è tenerle vive tutte, non andando ad esprimere giudizi su questo o quello. Ognuno – ha osservato – ha la propria coscienza e ognuno ha la propria capacità di giudizio. La Chiesa fornisce indicazioni che possono essere applicate a noi stessi e agli altri". Tra i valori primari che la Chiesa indica vi è, ha precisato monsignor Crociata, quello che viene attribuito alla famiglia, "dal punto di vista umano, sociale e cristiano".

Il segretario della Cei ha voluto inquadrare la questione della morale politica nello scenario dell’emergenza educativa. "Il richiamo agli adulti – ha spiegato – è imprescindibile". L’educazione dei giovani non può avvenire solo a parole ma anche attraverso i modelli, ha proseguito. "Molti ragazzi e giovani – ha osservato – sono scoraggiati nella loro disponibilità a voler diventare maturi da esempi, modelli e discorsi che allontanano dai valori".