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L'approfondimento

Che cos’è un virus? Per battere un nemico bisogna conoscerlo

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Sappiamo che il virus è un nemico invisibile e per questo assai pericoloso: poco altro. questo è anche il risultato di una cultura diffusa che tiene la scientificità ai margini, quasi fosse merce per soli addetti ai lavori. per questo abbiamo chiesto a biologa molecolare, la professoressa Cecilia Saccone, di scrivere per l’Occidentale una definizione precisa ma divulgativa di cosa è un virus. Per battere il nemico bisogna pur conoscerlo…

I virus

I virus sono delle strutture macromolecolari che contengono un acido nucleico: DNA o RNA.

Alcuni li chiamano  “particelle” ma la definizione non mi piace perché dà il senso che essi siano piccola parte di qualcosa, e così non è.

Ancor meno mi piace la definizione di microorganismi acellulari utilizzata da Wikipedia, perché potrebbe alludere al fatto che il virus sia un organismo vivente, e così non è.

Oltre all’acido nucleico, nella struttura dei virus si trovano proteine e anche lipidi che caratterizzano la loro specifica morfologia. I virus si possono riprodurre, proprio grazie alla presenza dell’acido nucleico, ma soltanto se penetrano in cellule di organismi viventi. Pertanto essi non rappresentano materiale vivente: alcuni li considerano ai margini della vita.

Quando i virus si trovano fuori delle cellule essi sono inattivi. L’acido nucleico, come si è detto, può essere DNA o RNA (molecole che trasportano le informazioni genetiche) a singolo o doppio filamento.

Ci sono molte teorie circa la origine e storia evolutiva dei virus.

Tutte le cellule (unità del vivente) possono essere infettate dai virus. Gli organismi viventi formati da cellule senza nucleo (anucleati) vengono chiamate procarioti o batteri. I virus che li infettano si chiamano Fagi; conservano invece il nome di virus quelli che infettano gli organismi con cellule contenenti nucleo, dette eucarioti.

L’interazione tra il virus e la cellula nella quale esso si può moltiplicare è comunque specie-specifica e ciò significa che questa singolarità riguarda sia la struttura molecolare del virus stesso sia le caratteristiche della cellula che ne consente la moltiplicazione.

I virus possono passare da specie a specie (es. da animali ad uomo) per varie ragioni: più frequentemente per i cambiamenti del loro materiale genetico (mutazioni), ma anche per la capacità di riconoscere le membrane delle cellule da infettare o per molte altre ragioni ancora da indagare compiutamente.

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