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Benedetta Roma

Che fine ha fatto la promessa di Alemanno di intitolare una piazza a Gerusalemme?

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Quando è successo, circa un mese fa, sembrava fosse solo una gaffe diplomatica dovuta all’accavallarsi degli eventi, ma ora sta diventando un problema serio, del quale pare dovranno parlare anche Berlusconi e Netanyahu. La cronaca: il 17 maggio scorso Gianni Alemanno si reca a Gerusalemme dove riceve un premio di 300mila euro (assegnato nel 2005 ma mai ritirato da Walter Veltroni), somma destinata a realizzare un centro di restauro gerosolimitano chiamato Urbis Romae. Ma l’evento vero di quella visita è l’istituzione, con grande solennità e con una accoglienza per il Sindaco di Roma degna di un capo di Stato, di una Piazza Roma a Gerusalemme.

Alemanno quel giorno dichiara che, in piena reciprocità, la stessa cosa avverrà a Roma con il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat. Il 27 maggio nei pressi della Sinagoga di Roma i due sindaci avrebbero scoperto insieme la targa di “Piazza Gerusalemme”. Ma il 23 maggio a mezzogiorno, mentre a Gerusalemme è tutto chiuso per lo Shabat, dal Campidoglio parte una e-mail: tutto annullato. Ufficialmente si dice: “ Per motivi di sicurezza, legati alla finale di Champions League prevista mercoledì 27 a Roma, è stato deciso di rimandare l’inaugurazione di Piazza Gerusalemme a Roma”.

Da parte israeliana la cosa viene interpretata come “una decisione politica”, dovuta alle dichiarazioni del premier israeliano Netanyahu: “Gerusalemme è e resterà la capitale unita di Israele”. Il portavoce del Sindaco Barkat afferma senza mezzi termini: “I romani ci hanno imbrogliato”. Il principale quotidiano israeliano Yediot Aharonot, attraverso il suo corrispondente a Roma, Menachem Ganz, racconta l’incidente ai suoi lettori. I giornali italiani, tranne il Corriere delle Sera, non riportano la notizia. L’ambasciata di Israele in Italia cerca di minimizzare e la portavoce, Rachel Feinmesser si dice certa che: “una soluzione si troverà”.

Il sindaco di Gerusalemme, nonostante l’annullamento, il 27 maggio non rinuncia a venire a Roma come previsto. In quell’occasione riceve da Alemanno la promessa che entro due settimane verrà stabilita una nuova data. Oramai è passato quasi un mese, ma dal Campidoglio non è ancora arrivata una nuova data per inaugurare Piazza Gerusalemme. E la lapide in pietra rosa gerosolimitana di Piazza Gerusalemme è ancora in magazzino. Menachem Ganz sul Yediot Aharonot oggi ha rincarato: “Nei colloqui tra Berlusconi e Netanyahu ci saranno due questioni da risolvere: l’ambigua posizione dell’Italia verso l’Iran, dovuta a i rapporti commerciali con Teheran e la mancata inaugurazione di Piazza Gerusalemme a Roma”. Il giornalista dichiara all’Occidentale: “Capisco che l’Italia, vista la sua posizione diplomatica, possa avere qualche imbarazzo a riconoscere indirettamente Gerusalemme come capitale di Israele, ma sarebbe stato il caso di pensarci prima. In altre parole, se io fossi nel Sindaco Alemanno, darei il benservito al suo consigliere diplomatico!”.

Ciò che risulta sospetto è la posizione assunta da Hamza Piccardo, leader delle comunità islamiche italiane, il quale ha dichiarato: «Il problema non è dedicare una piazza a Gerusalemme, città delle tre religioni, ma il significato che si vuole dare: non si sognino d’invitare l’ambasciatore d’Israele». Insomma se non verrà stabilita a brevissimo termine una nuova data per la cerimonia, il sospetto di una pressione dell’Ucoii sul Campidoglio diverrà una certezza. E come se non bastasse a Gerusalemme sono iniziate forti pressioni sul Sindaco perché cancelli l’appena istituita Piazza Roma…  

 

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3 COMMENTS

  1. Ucoii – Alemanno
    Egregio dott. Marcucci,
    in merito al Suo articolo nel quale fa riferimento a delle ventilate e ipotetiche pressioni dellUcoii sul Sindaco di Roma, riguardo la piazza da intitolare a Gerusalemme, gradirei fare alcune precisazioni.

    1) L’Ucoii non è mai intervenuta nella questione nè ufficialmente nè ufficiosamente.

    2) Il dott. Piccardo non ricopre più da tempo alcun incarico all’interno della nostra organizzazione e , nel virgolettato da Voi pubblicato e a lui attribuito non viene menzionata l’Ucoii e dette dichiarazioni non vengono rilasciate a nome della medesima.

    3) L’Ucoii è perfettamente consapevole che sia pieno diritto del Sindaco di Roma incontrare il sindaco di Gerusalemme tanto più essendo l’Italia un paese che ha rapporti diplomatici con Israele.

    4) L’Ucoii non ha mai dimostrato contrarietà alcuna affinchè venga intitolata una piazza a Gerusalemme nella città di Roma.

    Rimanendo a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento porgo distinti saluti.

    Il Segretario Generale Ucoii
    Alessandro Paolantoni

    Segreteria Ucoii
    Via delle Quattro Fontane 109
    00184 – Roma
    tel. 06 48939934

  2. Precisazione
    Gentile dott.Paolantoni, prendiamo atto che l’Ucoii non è contraria a istituire a Roma una Piazza Gerusalemme nei pressi della Sinagoga. Comunque, nel virgolettato attribuito ad Hamza Piccardo non si fa riferimento all’Ucoii, definendolo genericamente, come già in un’altra fonte di stampa, “leader delle Comunità islamiche”. Se l’ipotesi di pressioni dell’Ucoii è sbagliata, come lei dice e non abbiamo motivo di dubitarne, certamente però un’azione diplomatica di “contrasto” è stata svolta. Forse dalla Lega araba?

  3. E la promessa,fatta in
    E la promessa,fatta in campagna elettorale da Berlusconi,che Israele sarebbe stato il primo paese visitato?Finita nel nulla.E meno male che siamo il paese più amico.Siamo i soliti magliari e Alemanno si dovrebbe solo vergognare.

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