Chiesa. Vescovo di Augsburg presenta dimissioni al Papa

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Chiesa. Vescovo di Augsburg presenta dimissioni al Papa

22 Aprile 2010

Il vescovo di Augsburg (Augusta) ha presentato le proprie dimissioni al Papa dopo aver ammesso che quando era parroco di Schrobenhausen, nell’alta Baviera, maltrattò in modo sistematico i bambini di un istituto per l’infanzia con punizioni fisiche. La diocesi ha confermato che mons. Mixa ha rassegnato le proprie dimissioni al Pontefice in qualità di vescovo di Augsburg e di ordinario militare della Germania.

A chiedere che Mixa lasciasse l’incarico erano stati fra l’altro i sacerdoti della sua stessa diocesi. Anche il presidente dei vescovi tedeschi, mons. Robert Zollitsch, aveva invitato mons. Mixa a rinunciare almeno provvisoriamente all’incarico prendendosi una pausa di riflessione. Proteste e richieste di dimissioni erano arrivate anche da parte di diversi esponenti politici. A provocare un crescendo di reazioni negative è stato anche il fatto che in un primo momento mons. Mixa aveva respinto e negato le accuse a suo carico. Ora il vescovo di Augsburg ha chiesto perdono.

Intanto il 42% di fedeli, a seguito della serie di scandali di pedofilia voltano le spalle alla Chiesa cattolica in Austria, secondo quanto riferisce a grossi caratteri oggi il quotidiano Die Presse. Fra gennaio e marzo di quest’anno oltre 30mila persone, il 42%, hanno lasciato la Chiesa, rispetto alle 21.100 registrate nello stesso periodo nel 2009. Il giornale, che cita dati delle diocesi austriache, calcola anche che quest’anno si raggiungerà un nuovo record di abbandoni, con relative perdite economiche: circa 7 milioni di euro in meno il danno finanziario per il venir meno delle tasse per la Chiesa pagate dai fedeli, fra lo 0,1% e l’1,1% dell’imponibile. In tutto le entrate arrivano a circa 350 milioni di euro l’anno.

Su una popolazione di circa 8milioni, si calcola che in Austria, 5,5 siano cattolici. I fuoriusciti quest’anno, a seguito degli scandali di abusi sessuali dei preti su minori, potrebbero arrivare fino a 80.000 contro i 53.216 del 2009. Le settimane scorse l’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schoenborn, considerato molto vicino a Papa Benedetto XVII, aveva condannato gli abusi e promesso di andare a fondo sullo scandalo. Fra l’altro aveva nominato una commissione indipendente presieduta da una donna incaricata di far luce sulle denunce e di assistere le vittime.