Ci battiamo sulle riforme tra risse e timidezze

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Ci battiamo sulle riforme tra risse e timidezze

12 Febbraio 2015

Partiamo dalla tentata rissa scatenata la notte scorsa dai parlamentari leghisti. L’onorevole Sergio Pizzolante aveva appena annunciato l’appoggio di Ncd alla richiesta dei Democratici sulla ‘seduta fiume’, spiegando che “non c’è alcun attentato alla democrazia” e lanciando un monito affinché si evitassero “speculazioni di bassa lega, dico non a caso ‘bassa lega’”.

E’ stato sufficiente a scatenare le camicie verdi che si sono scagliate contro Pizzolante come a volerlo aggredire. “Un episodio assai grave che non ha avuto conseguenze solo per l’interposizione di alcuni colleghi e per l’intervento dei commessi”, ha detto la capogruppo di Ncd, Nunzia De Girolamo, stigmatizzando l’accaduto.  Un radioso esempio, l’ennesimo, di come leghisti e grillini intendono cambiare insieme la Costituzione.

Detto ciò, il processo riformatore va avanti e l’Area Popolare continua a sostenerlo con forza e determinazione. Difendendolo da chi pensa di intimidire la maggioranza e rilanciando su questioni chiave per le quali non smetteremo di batterci con impegno.

L’onorevole Dorina Bianchi ha ricordato il senso dell’emendamento sulle partecipate, “volto a inserire in Costituzione il principio secondo cui Regioni ed enti locali possono gestire servizi pubblici attraverso  partecipate solo se il fine pubblico non può essere raggiunto in maniera più efficiente ed economica dei privati”.

Per quanto riguarda le macroregioni, ha aggiunto, “la nostra proposta di modifica tendeva a semplificare la procedura prevista dall’art. 132 della  Costituzione che oggi impedisce qualunque ipotesi di accorpamento e a rendere possibile, quindi, l’apertura di un dibattito serio e approfondito per riformare le regioni, snellire la macchina amministrativa e a generare risparmi”.

Due vicende sulle quali per adesso non c’è stata una convergenza del Partito Democratico e sulle quali i Democrats avrebbero potuto mostrare meno timidezza.