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Ciclisti uccisi, diecimila persone ai funerali: s’aggrava uno dei feriti

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Salutate da un lungo applauso, le sette bare dei ciclisti morti domenica a Lamezia Terme, sono state trasportate fuori dallo stadio, a conclusione dei funerali collettivi, tra un corridoio di persone che, piangendo, hanno dato un ultimo bacio ai feretri. Sono circa 10 mila le persone che hanno voluto partecipare alla cerimonia funebre.

Prima del trasferimento, i familiari hanno abbracciato e baciato le bare. Due bambini, con gli occhi lucidi per il pianto, si sono accostati al feretro del padre. Hanno guardano la foto e si sono seduti a terra abbracciando la bara. Accanto ai due bambini la madre, inginocchiata, li ha abbracciati.

Al termine della cerimonia, amici e parenti si sono avvicinati ai feretri per porgere l'ultimo saluto. Sugli spalti, accanto alla foto di una delle vittime, Fortunato Bernardi, i suoi studenti hanno lasciato un biglietto con una scritta semplice: "Ciao prof." e accanto uno striscione bianco con una scritta nera: "Vi hanno strappato dalla terra, nessuno vi strapperà dai nostri cuori". Di fronte all'altare era stato sistemato un cuore rosso disegnato su un foglio bianco con su scritto "Rosario, il liceo scientifico Costanzo e qui per te". Dopo l'uscita dei feretri, lo stadio, lentamente, si è svuotato nel più totale silenzio.

Diverse persone hanno accusato malori durante il funerale. Il forte sole che batteva sullo stadio D'Ippolito e il caldo di oggi hanno provocato malesseri di alcune delle circa 10 mila persone che stanno partecipando alla cerimonia funebre. Una di essere è stata portata fuori dallo stadio in barella. L'assistenza è curata dalla Protezione civile e dalla Croce rossa italiana che hanno distribuito alcune bottiglie di acqua.

"Un gesto incosciente che ha portato alla morte di sette innocenti. Il vostro dolore è anche il nostro". Con un messaggio alle famiglie dei sette ciclisti investiti e morti domenica scorsa sulla strada, la comunità marocchina di Lamezia Terme ha espresso "sincera commozione" per quanto ha procurato un connazionale. La comunità marocchina ha anche voluto partecipare, pur non essendo presente alla cerimonia funebre per decisione delle autorità di polizia, al dolore delle sette famiglie dei ciclisti travolti e uccisi domenica da un giovane marocchino, deponendo mazzi di fiori sul luogo dell'incidente. "Abbiamo voluto esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza - ha detto Hassan Quablaoui, rappresentante della comunità marocchina in città - acquistando a Sambiase, nel quartiere di residenza della maggior parte delle vittime, dei mazzi di fiori da deporre sul luogo dell'incidente. In questa circostanza abbiamo incrociato alcuni parenti, amici e conoscenti dei ciclisti morti ma da parte loro non abbiamo avvertito nei nostri confronti alcuna manifestazione negativa. Questo ci dà una spinta a lavorare sempre di più per l'integrazione nel rispetto delle leggi e delle regole della convivenza civile". Quablaoui, a nome della comunità maghrebina, ha rivolto un messaggio ai familiari. "In questo momento - affermano - il vostro dolore è anche nostro perchè le perdite subite sono per noi motivo di grande dolore e di sincera commozione. Ci rivolgiamo ai familiari, agli amici, ai colleghi e a quanti amavano le vittime di un gesto incosciente che ha portato alla morte di sette innocenti avvenuto in un giorno simbolo per il ritrovo e l'unione delle famiglie. Vogliate accettare le nostre più sentite condoglianze".

Un telegramma è giunto anche da Papa Benedetto XVI, per tramite del segretario di Stato Tarcisio Bertone. "Il Sommo Pontefice - si legge nel messaggio - desidera esprimere il suo profondo cordoglio e assicurare spiritualmente vicinanza ai familiari e all'intera comunità, tutti fortemente provati per perdita propri cari ed affida le anime dei fratelli defunti a materna intercessessione Beata Vergione Maria ed invia di cuore confortatrice benedizione apostolica". Il telegramma è stato letto dal vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora, che ha celebrato la messa.

Intanto, si sono aggravate le condizioni di Domenico Strangis, uno dei tre ciclisti rimasti feriti domenica mattina a Lamezia Terme dopo essere stati investiti da un'auto che ha ucciso sette loro compagni. Strangis, che è il più grave dei feriti, è ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cosenza. Ieri sera è stato sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico ma da stamane le sue condizioni sono peggiorate. Non corrono nessun pericolo di vita, invece, Fabio Davoli, ricoverato nell'ospedale di Catanzaro, e Gennaro Perri che si trova ricoverato nel nosocomio di Lamezia Terme.

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