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Cina sfida Vaticano: nomina vescovo senza suo assenso

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La Chiesa cinese, fedele a Pechino, ha nominato un nuovo vescovo ausiliare, annunciando la sua volontà di procedere alle nomine dei vescovi senza consultare il Vaticano.

La notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano China Daily. Sulle pagine del giornale si legge che Paolo Xiao Zejiang, un prete di 40 anni, è stato eletto lo scorso ottobre “aiutante” del vescovo Aniceto Wang Chongyi della diocesi di Guizhou da un'assemblea di cattolici locali. Xiao succederà “automaticamente” al vescovo, che attualmente ha 88 anni.

La questione della nomina dei vescovi risulta essere il principale ostacolo sulla strada della normalizzazione delle relazioni tra la Cina ed il Vaticano. Dal 1951, quando l' allora nunzio apostolico (ambasciatore della Santa Sede) fu costretto a lasciare la Cina comunista, il Vaticano riconosce Taiwan, l' isola di fatto indipendente rivendicata da Pechino.

La scorsa settimana il leader della Chiesa “patriottica”, il laico Liu Bainian, ha affermato in un' intervista che le nomine sono necessarie perché, delle novantasette diocesi cinesi, quaranta sono senza vescovo, mentre trenta dei vescovi attivi sono ultraottantenni. In una lettera aperta ai cattolici cinesi diffusa in giugno, papa Benedetto XVI aveva “auspicato che si trovasse un accordo con il governo (di Pechino) per risolvere alcune questioni riguardanti sia la scelta dei candidati all'episcopato sia il riconoscimento...del nuovo vescovo da parte delle autorità civili”.

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1 COMMENT

  1. Cina e Vaticano
    Gentili signori,
    il vostro articolo mi ha lasciata un po’ perplessa, ho l’impressione che ci sia un brutto malinteso.
    Leggo l’articolo del China Daily, in cui semplicemente si riporta la nomina e il curriculum del nuovo vescovo, e non si parla assolutamente di volontà di sfidare il Vaticano, come invece scrivete voi.
    http://www.chinadaily.com.cn/china/2007-09/10/content_6092398.htm

    Inoltre leggo sul Corriere del Ticino un articolo di ben altro tenore, e ben altre informazioni.

    http://www.cdt.ch/interna.asp?idarticolo=tio348575&idtipo=2

    Mi chiedo quale sia la verità. Mi chiedo se essere “occidentali” significhi essere ciechi ai cambiamenti altrui e essere sempre in guerra con gli altri. Credevo che la cultura occidentale di cui sono portatrice si improntasse alla verità, al rispetto per l’altro, alla disponibilità a riconoscere i cambiamenti altrui, a valorizzare il prossimo, alla tolleranza e al vero desiderio di pace. Tutti valori da professare non solo quando gli altri ci sorridono, ma soprattutto quando gli altri ci sono ostili, altrimenti non sono valori morali, ma vuote parole.
    Quale differenza fra il vostro articolo e l’atteggiamento di Papa Benedetto XVI che afferma che anche i vescovi che non sono stati nominati dalla Chiesa ma dal Governo Cinese, purtuttavia sono comunque legittimati dalla Chiesa di Roma! Si chiama volontà di pace, e forse dovremmo reimpararla. Un Occidente che preferisce la guerra e l’ostilit%C3

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