Cina-Ue. Pechino pronta ad aiutare l’Europa contro la crisi finanziaria

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Cina-Ue. Pechino pronta ad aiutare l’Europa contro la crisi finanziaria

21 Dicembre 2010

La Cina è pronta a sostenere le misure che l’Ue e il Fmi hanno elaborato per assicurare la stabilità finanziaria in Europa. Lo ha detto oggi il vice premier cinese Wang Qishan in apertura dei colloqui bilaterali economici. Wang ha detto che Pechino avrebbe aiutato i Paesi membri della Ue a combattere la crisi del debito sovrano.

Wang Qishan invita l’Europa a tramutare le parole in fatti. "La Cina – dice – appoggia le misure prese da Ue e Fmi per stabilizzare i mercati finanziari e la Cina ha intrapreso azioni concrete per aiutare alcuni paesi europei a far fronte alla crisi del debito sovrano". "L’Europa – aggiunge – ha preso misure per affrontare la crisi, ci auguriamo che esse possano assicurare presto dei risultati". La Cina dunque si dice "molto preoccupata" per il "modo in cui la crisi del debito europeo può essere controllata". "Vogliamo vedere – aggiunge il ministro del Commercio cinese Chen Deming – se l’Unione europea è in grado di controllare i rischi sul debito sovrano e se il consenso si possa tradurre in azioni reali per consentire all’Europa di emergere presto e in buona salute dalla crisi finanziaria".

 

Per Almunia, il vicepresidente della Commissione europea, è essenziale, sia per la Cina che per l’Unione europea, che le società estere trovino un’economia ospitale in Cina. Almunia, che ha co-presieduto i colloqui, ha anche affermato che la Cina e l’Ue condividono un comune interesse nello spingere al compimento del Doha round entro il 2011. Le relazioni commerciali Cina-Ue hanno sofferto negli ultimi mesi di una serie di tensioni, dal dibattito sul valore dello yuan, la valuta cinese, alle preoccupazioni della Cina sui dazi europei imposti ai prodotti cinesi. D’altro canto, la Pechino ha chiesto che l’Unione Europea le riconosca lo status di economia di mercato "al più presto possibile". La Cina chiede con insistenza all’Europa e agli Usa di venire riconosciuta come un Paese ad economia mercato, cosa che renderebbe più difficile accusarla nelle sedi internazionali di tenere artificialmente bassi i prezzi dei suoi prodotti.

Intanto, l’appoggio della Cina al piano di stabilità finanziaria della Ue ha stimolato il rialzo dell’euro che si è portato in apertura a 1,3190 dollari contro 1,3121 della chiusura di lunedì e in recupero da 1,3110 del minimo toccato martedì sulle piazze asiatiche. Contro lo yen la divisa comune è salita a 110,36 da 109,84 di ieri, mentre il dollaro quota 83,67 yen, invariato dai livelli finali di lunedì.