Cinema. Bondi: “Quello italiano è brillante e competitivo grazie al centrodestra”

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Cinema. Bondi: “Quello italiano è brillante e competitivo grazie al centrodestra”

26 Ottobre 2010

"Il cinema italiano non è mai stato così brillante e competitivo. Stanno crescendo nuovi autori e nuovi produttori che sanno guardare al futuro con razionale ottimismo. Tutto ciò, è bene dirlo e ripeterlo, sta accadendo anche e soprattutto grazie al processo virtuoso messo in moto dal centrodestra". Lo ha detto il ministro Sandro Bondi in un’intervista a La Padania firmata da Andrea Piersanti (ex Presidente dell’Istituto Luce) che sarà pubblicata domani.

"Al Ministro Tremonti ho spiegato le ragioni per cui vale la pena confermare per i prossimi 3 anni le misure di agevolazioni fiscali – ha detto Bondi -. Queste agevolazioni hanno un effetto moltiplicatore. Ogni Euro non incassato dall’Erario per tax credit o tax shelter si tramuta in più di 3 Euro investiti nel territorio e nelle nostre imprese del cinema. Ci sono studi molto ben documentati che lo dimostrano".

Per quanto riguarda le proteste circa la riduzione del Fondo Unico dello Spettacolo, Bondi ha spiegato: "Mi sto impegnando affinché non solo venga ristabilito un minimo di equilibrio con le cifre del passato ma anche perchè ci sia certezza della somma in tempi ragionevoli per l’attuazione dei programmi dell’anno solare in corso. La situazione di difficoltà generale è nota e coloro che scrivono della mia scarsa attenzione al tema, sanno di non essere in buona fede. Allargando il quadro però c’è da aggiungere che il dibattito sui finanziamenti a fondo perduto per cinema, teatro e musica deve ormai inserirsi in un piano strategico che sia in grado di coniugare un utilizzo più razionale dei fondi a disposizione con le possibilità offerte dall’interazione con il mercato reale fatto dalle imprese che credono nella necessità di un investimento nella cultura e nell’audiovisivo".

"Si tratta infatti di un nuovo modo di intendere il ruolo della pubblica amministrazione come facilitatore dello sviluppo. La vecchia idea dello Stato visto come un bancomat è morta anche nel settore della cultura. Il nuovo cinema italiano nasce da qui". Secondo Bondi, inoltre,"il ruolo delle Regioni è fondamentale per capire in quale direzione stiamo andando. L’audiovisivo è un potente strumento di marketing e le agevolazioni che permettono alle imprese che investono nel cinema di abbattere una parte dell’imponibile sono destinate non solo a far crescere una nuova generazione di produttori ma anche a stabilire nuove relazioni industriali fra settori che fino a ieri si parlavano a stento. Zavattini diceva che l’unico modo di fare cinema è quello di ‘pedinare la realtà’. Certi intellettuali del cinema italiano invece hanno pensato a torto che dovesse essere la realtà a pedinare loro. E hanno perso", conclude il ministro.