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Circeo. Il Pm chiede la libertà vigilata per Gianni Guido

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Gianni Guido, uno dei tre massacratori del Circeo libero dopo aver scontato la pena, potrebbe essere sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata. Una richiesta dell'applicazione di questa misura cautelare era stata avanzata dalla procura di Roma quando a Guido venne concesso nell'aprile del 2008 l'affidamento ai servizi sociali.

All'esame del giudice del Tribunale di sorveglianza di Roma, lo stesso che ha ratificato il "fine pena" per Gianni Guido, Enrico Della Ratta Rinaldi, c'è la richiesta della procura che sarà esaminata durante un'udienza fissata nel mese di settembre. La richiesta dell'applicazione della misura è stata fatta dalla procura sia in ragione della sentenza definitiva sia per ragioni di sicurezza.

Nell'udienza il magistrato farà un esame della pericolosità sociale di Guido e una valutazione in tal senso, ovvero se respingere la richiesta o applicarla. In questo ultimo caso all'ormai 54 enne Guido potrebbe essere fatto obbligo di firma presso una stazione di polizia o di rientrare nel domicilio ad un orario prestabilito.

Ieri erano arrivate le dichiarazioni Tiziana Lopez, sorella di Rosaria, stuprata e uccisa nel '75 al Circeo da Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira."Appena ho letto sul Televideo che Gianni Guido era un uomo libero mi sono sentita male ed è stato in quel momento che ho perso qualsiasi residua fiducia nella giustizia"£.

"Doveva rimanere dentro per sempre. Come minimo. Dopo aver seviziato mia sorella per ore si prese una pausa per andare a cena a casa, a Roma, e poi tornò al Circeo a finire quello che aveva cominciato. Non si è macchiato solo di un delitto, è stato la personificazione del male in senso assoluto. E non ha affatto scontato la sua pena: è andato in Argentina, è scappato all'estero, ha fatto gran parte della condanna ai servizi sociali, ha usufruito di permessi. Mi chiedo con quale coraggio una persona così, con quello che ha fatto, ora giri libero".

"Ora è tutto finito - sentenzia amara - Bisognava fare qualcosa prima, qualcosa che non ha nulla a che fare con la giustizia dei tribunali. Sì, dopo tanti anni sono arrivata alla conclusione che dovevamo fargliela pagare con la stessa moneta. Prenderli, portarli in un casolare di campagna, legarli e...Senza farli morire però. Dovevamo sperimentare a lungo quello che loro avevano fatto a mia sorella e a Donatella".

Su Donatella, sopravvissuta al massacro, Tiziana ricorda: "È morta di cancro nel 2005: era distrutta moralmente e psicologicamente. Abbandonata dalle istituzioni. Avrebbe dovuto essere curata invece dal migliore psicoterapeuta di Roma, con i soldi delle famiglie Guido, Izzo e Ghira che l'avevano ridotta all'incapacità di vivere".

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