Civitavecchia. Incidente in centrale Enel: il sindaco la chiude, vari indagati
06 Aprile 2010
di Redazione
Dopo l’ultimo incidente alla centrale Enel di Civitavecchia, nel quale è morto un operaio di 34 anni, il sindaco di Civitavecchia Giovanni Moscherini ha annunciato, in accordo con il presidente della provincia di Viterbo e della provincia di Roma, "la chiusura della produzione della centrale Enel di Torrevaldaliga per il tempo necessario a fare chiarezza definitiva su quanto accaduto".
Il sindaco ha annunciato che per questo farà domani un decreto sindacale di chiusura perché "tre morti in tre anni sono troppi". Il sindaco lo ha detto davanti agli operai della centrale riuniti in consiglio comunale. "Da domani mattina – ha spiegato il primo cittadino tra gli applausi degli operai – la produzione della centrale e il cantiere sono fermi. Già domattina è convocata una riunione con istituzioni preposte per attivare tutti i tavoli e stabilire come istituire un organismo di controllo".
Nel periodo di chiusura della centrale di Torrevaldaliga nord dove sabato è morto un operaio addetto alla manutenzione, "utilizzeremo gli ammortizzatori sociali, probabilmente la cassa integrazione, per garantire un reddito ai lavoratori". Anche perché il periodo di chiusura "non è deciso, lo stabiliranno gli enti preposti dopo due livelli di verifica, una a ‘freddo’ a centrale spenta e una a caldo riattivando la produzione". Moscherini ha detto di vivere la decisione di chiudere la centrale "come un’assoluta necessità, perché su questa materia la nuova fabbrica, la trasformazione a carbone, non può vivere nell’incertezza della sicurezza.
"I lavoratori – ha detto infine il sindaco – non possono vivere nell’incertezza della sicurezza e l’unico modo per chiarire è capire cosa non va a garanzia del buon funzionamento dell’ impianto". Alla riunione erano presenti tre rappresentanti dell’Enel, tra i quali Calogero Sanfilippo, responsabile della filiera carbone.
Il neo-Governatore della regione Lazio, Renata Polverini, ha commentato così la decisione del sindaco: "Se è arrivato ad una decisione così drastica avrà le sue buone ragioni". "Se in questo Paese – ha aggiunto – si consuma ogni anno una tragedia così grande con tanti morti vuol dire che non tutti rispettano le regole, non tutti fanno quello che dovrebbero. Per quello che mi riguarda ci metteremo subito al lavoro per dare risposte importanti".
Intanto, secondo quanto si è appreso, la procura di Civitavecchia ha iscritto nel registro degli indagati 10 persone, tra le quali alcuni dirigenti e responsabili dell’Enel, con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Sergio Capitani, l’operaio di 34 anni. Si tratterebbe di 7 dirigenti Enel, 2 della ditta di manutenzione Guerrucci e 1 della Chiodi. Secondo quanto si apprende, i dirigenti Enel sono tutti in forza alla centrale di Torre Valdaliga Nord.
Negli atti dell’inchiesta della procura di Civitavecchia c’è anche una prima informativa dei carabinieri e dei tecnici dell’ispettorato del Lavoro che hanno ricostruito le drammatiche fasi dell’incidente. Secondo quanto emerso a carico delle persone indagate vi sarebbero responsabilità in merito alla mancata sicurezza del luogo di lavoro.
Nel frattempo, è stato trasportato nell’istituto di medicina legale dell’Università Tor Vergata di Roma il corpo di Sergio Capitani. Sarà lì che giovedì o venerdì prossimo sarà eseguita l’autopsia disposta dal Pm Paolo Calabria della procura di Civitavecchia. Dopodomani mattina, il magistrato conferirà formalmente l’incarico al perito tecnico d’ufficio, il professor De Mari. La famiglia Capitani ha invece nominato proprio perito il dottor Antonio Oliva del policlinico Gemelli di Roma. Anche gli indagati potranno nominare i loro periti di parte. Subito dopo l’esecuzione dell’esame, l’avvocato Davide Capitani, cugino della vittima, chiederà la restituzione della salma.
