Coscienza civile

Colpo dei cristiani al governo! In Norvegia ok a restrizioni alla legge sull’aborto

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Si è chiuso il capitolo sull’iter legislativo relativo al cambiamento della legge sull’aborto in Norvegia. Nella notte del 13 giugno è stata infatti approvata con 105 voti a favore e 64 contrari la nuova legge sull’aborto, che con larga maggioranza, ha accolto modifiche restrittive proposte dal KrF, il partito popolare cristiano, dopo un lungo dibattito parlamentare che ha coinvolto in modo acceso anche l’opinione pubblica. In questi mesi infatti si sono svolte diverse manifestazioni per le strade della capitale, così come in altre città norvegesi, dove molti manifestanti sono scesi in piazza in opposizione al ritocco della legge con soliti slogan retorici e richiami pittoreschi alla serie tv Handmade’s Tale (quella delle ancelle, vestite di rosso).

In un clima non certo facile e disteso per poter porre in essere cambiamenti restrittivi sulla legge in questione, un piccolo partito politico come quello dei Cristiani popolari (KrF) è riuscito a portare a casa un bel risultato, quello cioè del divieto dell’aborto gemellare, prassi peraltro non contemplata originariamente nella legge del 1976 e ora non più permessa sulla base della mera richiesta della donna.

I cristiani in Norvegia, in maggioranza di fede protestante, hanno di solito uno scarso peso socio-politico, essendo per lo più quella norvegese una società ultra-laicista, per non parlare dei cattolici, che sono ad oggi appena il 5% della popolazione.

Il risultato ottenuto dal KrF è frutto quindi di una battaglia principalmente politica, iniziata con l’aver messo le questioni bioetiche nel piatto delle trattative durante il rimpasto di Governo.

Sul risultato ottenuto c’è chi parla di effetti marginali sulla questione dell’aborto in Norvegia, non essendo stato approvato il divieto di aborto selettivo e visto che gli aborti gemellari sono scarsi, dal punto di vista numerico. Tuttavia si tratta di un notevole passo avanti nella battaglia sulla tutela della vita nel Paese scandinavo, che va a scalfire il principio dell’aborto “libero”. La modifica della legge, infatti, è stata ottenuta rispondendo al quesito di fondo: “perché un gemello può vivere e l’altro no? Su che base è lecito abortire un gemello e lasciare in vita l’altro?”

Inoltre, altra importante conseguenza sarà l’arresto del flusso di donne verso la Norvegia dagli Stati confinanti per eludere il divieto imposto nel proprio Paese a tale pratica barbara.

(Ricordiamo, a proposito, che in Italia l’aborto selettivo non è vietato, anche se la legge 194 non lo nomina esplicitamente, mentre gli embrioni formati in vitro per la fecondazione artificiale non possono essere distrutti.)

Dalla Norvegia dunque arriva un esempio significativo di una possibilità di cambiamento riguardo alla attuale deriva antropologica, grazie alla politica che ha deciso di assumersi le proprie responsabilità anche per le tematiche bioetiche.

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