Comore. Disastro aereo: a bordo 153 persone, recuperati alcuni corpi
30 Giugno 2009
di Redazione
Un aereo della compagnia Yemenia con a bordo 153 persone si è schiantato nella notte nelle acque dell’Oceano Indiano, al largo delle isole Comore. I passeggeri erano per la maggior parte francesi e abitanti delle isole Comore. Alcuni di loro erano partiti su un Airbus A330-200 della Yemenia dall’aeroporto parigino di Roissy, facendo scalo a Marsiglia e Sanaa (Yemen): qui hanno cambiato velivolo per imbarcarsi su un A310, diretto a Gibuti e Moroni come destinazione finale.
Durante le operazioni di recupero del velivolo sono stati recuperati alcuni cadaveri. La Farnesina ha confermato che, secondo le prime verifiche, non ci sarebbero italiani a bordo dell’aereo yemenita. L’Unità di crisi del Ministero degli esteri si è infatti immediatamente attivata e, al momento, non risulterebbe la presenza di alcun connazionale, anche se il lavoro di controllo continua.
"Alcuni cadaveri sono stati visti galleggiare in superficie", ha riferito un responsabile dell’aviazione civile yemenita, Mohammad Abdel Kader, precisando che è stata avvistata una macchia di carburante a circa 17 miglia marine da Moroni, capitale delle Comore. Altre fonti hanno sottolineato che è impossibile "dire se ci siano superstiti". Individuata anche la carlinga dell’aereo.
Delle 153 persone a bordo dell’aereo yemenita precipitato nell’oceano Indiano, 66 sono cittadini francesi. Mezzi aeronavali francesi sono giunti sul posto dalle vicine isole di Mayotte e Reunion. L’incidente è avvenuto a circa tre chilometri a largo della costa dell’arcipelago, situato nell’Oceano Indiano, fra il Mozambico e il Madagascar.
Secondo quanto hanno fatto sapere fonti aeroportuali francesi, i passeggeri dell’aereo yemenita precipitato oggi al largo delle isole Comore avevano cambiato Airbus all’aeroporto della capitale yemenita, Sanaa. I 142 passeggeri erano decollati ieri da Roissy, poi dopo lo scalo a Marsiglia e l’arrivo a Sanaa sono saliti a bordo di un A310. L’aereo è poi decollato diretto verso Gibuti, e Moroni, nelle isole Comore.
Le cattive condizioni del tempo potrebbero essere all’origine dell’incidente dell’Airbus A310 precipitato al largo delle Comore con 153 persone a bordo. È quanto ha sostenuto il segretario di Stato francese ai trasporti, Dominique Bussereau, parlando a radio Europe 1. "Si parla di cattive condizioni meteorologiche, ma per il momento è poco chiaro e bisogna essere prudenti, visto che tutte queste informazioni non sono state ancora verificate", ha aggiunto. Bussereau ha anche detto che "si parla di un avvicinamento, di una ripresa di velocità, poi di un nuovo avvicinamento che sarebbe stato mancato". Testimoni parlano anche di una larga chiazza di carburante.
Il segretario di Stato francese ai trasporti, Dominique Bussereau, ha dichiarato poi alla tv I-telè, che la compagnia aerea Yemenia era "molto controllata" dalle autorità francesi, e "numerosi difetti erano stati rilevati" sull’aereo precipitato al largo delle Comore.
Il primo giugno scorso un Airbus A330-200 della Air France è precipitato nell’Atlantico con 228 persone a bordo. Esattamente un mese fa, nella notte tra il 31 maggio ed il primo giugno, l’Airbus A330 di Air France precipitava nell’Atlantico dopo essere partito da Rio de Janeiro diretto a Parigi. A bordo si trovavano 228 persone, fra cui 10 italiani. Le acque dell’Atlantico tra le coste brasiliane e quelle africane hanno restituito 51 corpi, 14 identificati. In totale, le squadre brasiliane e francesi che hanno partecipato all’operazione hanno recuperato dal mare anche 600 oggetti, sia parti intere dell’aereo sia resti oppure qualche bagaglio che si trovava nella stiva.
