Home News Con Berlusconi in piazza Duomo tira aria da Predellino 2

Dopo l'ennesimo strappo con Fini

Con Berlusconi in piazza Duomo tira aria da Predellino 2

5
1

Due giorni di botta e risposta con Gianfranco Fini sul nodo giustizia è abbastanza per ritenere che il Cav. abbia in mente qualcosa. A Montecitorio nei banchi della maggioranza non si parla d'altro mentre le agenzie incrociano le dichiarazioni dei due co-fondatori del Pdl tra Bruxelles e la Calabria. Con il premier "stanco delle ipocrisie" e degli attacchi che "sono io a subire" e il presidente della Camera che lo invita a rispettare "l'arbitro e le regole del campionato", cioè Napolitano e la Costituzione. Anche col presidente della Repubblica il clima resta gelido e lo si capisce dalla replica del premier che lo invita a "preoccuparsi dell'uso politico della giustizia".

Ma cosa bolle in pentola? L'indicazione ricorrente nei commenti dei deputati pidiellini e leghisti sta in una coordinata geografica e temporale: domenica pomeriggio, piazza Duomo, Milano. Dopo settimane di polemiche sulle riforme della giustizia (tema prioritario nell'agenda di governo e maggioranza come ribadito nell'ultimo ufficio di presidenza del Pdl) che rischiano di impantanarne il cammino, Silvio Berlusconi non rinuncerà al bagno di folla "terapeutico e rivitalizzante" in mezzo al suo popolo e allo stato maggiore del partito lombardo, chiamato alla mobilitazione per la campagna di tesseramento.

Potrebbe essere proprio questa l'occasione per dare una "scossa", imprimere una svolta. Da presidente del Pdl e considerato che l'evento è calibrato sul partito, Berlusconi potrebbe infatti ribadire alcuni concetti-chiave: identità, priorità e regole con cui si sta in un partito. Mandando messaggi chiari a chi "si attarda nei distinguo o nelle considerazioni di forma perdendo di vista il punto fondamentale: l'assedio mediatico-giudiziario nei confronti di un premier e di un governo eletti secondo il principio costituzionale della sovranità popolare" è il ragionamento di alcuni parlamentari lombardi che domenica in piazza Duomo ci saranno.

Il riferimento è a Fini e ai finiani e a quello che viene letto come l'ultimo "sgambetto" al premier e alla linea votata all'unanimità dall'ufficio politico del partito: il rinvio a gennaio della discussione in Aula sul legittimo impedimento (lo ha annunciato la finiana Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia)  prevista in un primo tempo per il 21 e 22 dicembre,  poi sositituita con quella sulla cittadinanza agli immigrati, tema caro all'inquilino di Montecitorio. Il punto sul quale si innestano insofferenze e  maldipancia tra i berluscones, è che a due mesi dal no della Consulta sul Lodo Alfano il percorso delle riforme sulla giustizia sembra essere tornato al punto di partenza e che il patto con Fini non abbia prodotto granchè se non continui stop and go, senza risultati concreti soprattutto alla Camera. E ancora: derubricare la giustizia a questione legata ai problemi giudiziari di Berlusconi è l'errore di fondo che viene imputato a Fini e ai suoi perché così - si fa notare - si perde di vista il vero nodo ancora irrisolto: il conflitto tra poteri dello Stato e magistratura, il corto circuito tra politica e giustizia, questione che riguarda tutti e come tale impone un'azione riformatrice non più rinviabile.

Di qui l'irritazione del Cav. (che invece sa di poter contare sul sostegno di Bossi) e la tentazione di una roupture, tornando davanti agli elettori. Ipotesi che ieri il premier ha ribadito di non aver mai preso in considerazione sottolineando che "il governo porterà a termine la legislatura secondo quanto deciso dagli italiani con il voto", ma che resta comunque sullo sfondo come extrema ratio. La stessa irritazione che non nasconde quando dal presidente della Camera arriva l'ennesimo altolà sulla riforma costituzionale.

Per uscire dalle secche, serve una svolta. Berlusconi lo sa e domani in piazza Duomo potrebbe salire di nuovo sul Predellino. Con o senza Fini.

  •  
  •  

5 COMMENTS

  1. Quello che è chiaro è che
    Quello che è chiaro è che le decisioni del pdl per fini contano nulla.Quello che è chiaro è che per fini ogni occasione è buona per attaccare e intralciare l’azione della maggioranza.Quello che è chiaro è che è fini a dettare l’agenda delle priorità del paese.Quello che è chiaro è che così, delle tanto proclamate riforme, non se ne vedrà alcuna o,almeno,alcuna che sia una vera riforma.Quello che è chiaro è che la volontà rinnovatrice della maggioranza degli elettori è vanificata da un intreccio di interessi di casta,personali,politici che sono tutt’altro che rinnovatori. Quindi non credo che Berlusconi abbia molte alternative.Non può governare secondo il mandato degli elettori.Logica vorrebbe che ,o ha la forza di rimuovere gli ostacoli,o torna a nuove elezioni.Spiegando al paese perché e per colpa di chi una maggioranza così ampia non può realizzare il suo programma.Altrimenti farà solo litanie sui “cattivi”.Il paese,quello che vota centrodestra,ha già abbondantemente capito ed è ancora avanti ai suoi politici.Spero che domenica Berlusconi faccia la scelta che tutti aspettiamo.

  2. Costituzione
    Se non sbaglio il sig Berlusconi ha giurato sulla Costituzione, ma forse non l’ha letta prima, fa bene a volerla cambiare, ma finchè la Costituzione è così, o l’accetta, o ha giurato il falso … o può sempre andarsene, se non gli va più bene

  3. Potrebbe ancora dare le
    Potrebbe ancora dare le dimissioni da presidente del partito e costringere Fini ad un congresso straordinario, costringerlo a dichiarare se vuole la presidenza (che non avrà), se vuole andarsene – e lo seguiranno in pochissimi – o starsene finalmente al suo posto – che non si sarebbe mai sognato senza Berlusconi.
    Comunque Fini dovrebbe capire che il re-equilibrio dei poteri legislativi/giudiziari è necessario anche a lui, perché quando alla sinistra non servirà più “l’utile idiota”, i PM cominceranno a tirare fuori dossier e castelli d’accuse più o meno solidi (stragi nere, i guai giudiziari della prima moglie, ecc), accuse che non ti uccidono ma ti azzoppano parecchio. Chiedi a Berlusconi…

  4. non mettere il carro davanti ai buoi
    aspettiamo di sentire cos’ha in mente,perchè bisogna evitare di aggiungere problemi a un clima già surriscaldato di stupidaggini

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here