Congresso Pdl, i commenti al discorso di Fini

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Congresso Pdl, i commenti al discorso di Fini

28 Marzo 2009

Pierluigi Bersani, uno dei leader del Pd, ha commentato l’intervento di Fini al Congresso del Pdl giudicandolo "una clamorosa bocciatura delle principali misure del governo. Dall’immigrazione al testamento biologico, dall’economia alle misure anti-crisi, abbiamo assistito allo smontaggio degli architravi delle politiche di Berlusconi. Prima, dinanzi all’inerzia dell’esecutivo sul fronte della crisi, il presidente della Camera ha auspicato gli Stati generali dell’economia con tutte le parti sociali. Poi ha bocciato i principi stessi delle norme in tema di immigrazione inserite nel pacchetto sicurezza, fino ad oggi con la sconfessione delle legge sul biotestamento". Per Bersani: "Si è alzata oggi un’autorevole voce all’interno della maggioranza che non va derubricata come una semplice dialettica congressuale".

"Stupisce e molto amareggia vedere un politico intelligente quale Pierluigi Bersani ridotto a tessere le lodi di un avversario per meglio sconfessarne un altro – ha commentato il deputato del Pdl Osvaldo Napoli – Era la vecchia tattica dei dirigenti comunisti. Il comunismo non c’è più ma i suoi epigoni incanutiti e tristi sono ancora lì a recitare vecchie liturgie e tentare esorcismi contro Berlusconi. Non hanno più nulla da dire: e si dividono fra chi denigra Berlusconi e chi esalta Fini". 

"Non ci sono più dubbi – ha detto Napoli – Tangentopoli ha inghiottito nel suo cratere la storia del riformismo italiano e questa rimane, quindici anni dopo, la tragedia più grande di quel periodo. Piccoli uomini hanno cercato di nascondere la tragica storia del Pci come la polvere sotto il tappeto, pensando di cavalcare la persecuzione giudiziaria contro Bettino Craxi e di sistemarsi così una volta per tutte. La storia, invece, e gli italiani, hanno dato una replica durissima a quegli apprendisti stregoni".

Secondo il senatore Gaetano Quagliariello: "Chi ci chiede ossessivamente cosa farà dopo Fini, cosa succederà dopo Berlusconi, ci ripropone i cascami di un pensiero per cui quel che verrà deve essere programmato, pianificato, vincolato. Noi la nostra storia l’abbiamo costruita proprio contro quei cascami. Quel che verrà lo diciamo con le parole di Mogol: ‘lo scopriremo solo vivendo’. E questa nostra storia noi vogliamo viverla fino in fondo e senza paura".